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Mascitelli: Ospedale di Sulmona priorità dell’emergenza

Foto Maria Trozzi

Ospedale inagibile. Il senatore Mascitelli propone i Mab di ultima generazione. Moduli robusti, resistenti e sicuri. Sono quelli impiegati con ottimi risultati per le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia.

Maria Trozzi

Ragioni di sicurezza, funzionalità e logistica fanno dire al senatore Idv Alfonso Mascitelli (Idv), in visita oggi all’ospedale di Sulmona (AQ), che la struttura ospedaliera non deve rimanere in questo stato e non può essere smembrata. Vice Presidente della Commissione parlamentare di Inchiesta su SSN, Mascitelli non ha conferme  sui fondi, 250 milioni di euro, che qualche anno fa sono stati previsti per realizzare 5 nuovi ospedali in Abruzzo e non è affatto rassicurato dalla possibilità d’intervenire col bilancio Asl: “Non c’è traccia di un Accordo di programma presentato al Governo fruendo dei fondi ex art. 20 della legge 67 del 1988 (ndt che inaugura il programma d’investimenti in sanità per edilizia e tecnologie) non ho le carte che mi indichino che ci siano tutt’ora i fondi previsti per la realizzazione dei nuovi ospedali abruzzesi ed è il Governo che deve confermare, a questo punto!”. In ogni caso, il parlamentare non è nemmeno convinto che la situazione d’emergenza dell’ospedale di Sulmona si possa risolvere semplicemente con i fondi ricavati dalla pieghe del bilancio dell’azienda. Occorre un piano B per il senatore dell’Italia dei valori, ovvero fondi certi per l’ammodernamento sanitario e tecnologico, risorse aggiuntive per far fronte a situazioni d’emergenza come quella che svilisce l’ospedale di Sulmona, in territorio a massimo rischio sismico. A conti fatti allora l’impegno di spesa non può essere coperto dalle normali voci di bilancio della Asl: “Un buon commissario dovrebbe mettere da parte fondi del genere_ commenta il senatore _ Sulmona è una priorità dell’emergenza è non è certo colpa dell’ospedale l’abbandono in cui è stata lasciato in quest’ultimo decennio!”. Al Presidente della regione Giovanni Chiodi, il senatore dell’Italia dei valori chiede certezza di risorse per sciogliere gli intricati nodi che s’aggrovigliano attorno al presidio ospedaliero della valle Peligna. E’ il secco NO allo smembramento del nosocomio che fa trasparire, nelle parole del parlamentare, l’agonia a cui è destinato il santissima Annunziata per i disagi e i disservizi che il personale medico-sanitario e la popolazione sopporteranno a causa del trasferimento dei reparti nei meandri di altri complessi sanitari. Ospitare una fetta dell’ospedale nei locali di una struttura privata sulmonese gioverebbe alla sanità pubblica e alla sua economia? L’alternativa è di accogliere i reparti nella struttura di San Panfilo. La soluzione è percorribile però solo pazientando ancora qualche annetto, il tempo necessario per ristrutturare ex novo il complesso dell’imprenditore Rubeo, incredibilmente nato per accogliere una struttura ospedaliera! Fanno fretta adesso, un’altra strada da percorrere o meglio da correre allora qual è ? La direzione della Asl sembra intenzionata a superare l’inagibilità del presidio arrangiandolo in altre strutture dove allocare pezzi di ospedale e sanità pubblica. Il tempo giurassico a cui hanno abituato il Centro Abruzzo d’incanto  sembra azzerarsi ed è possibile persino il confronto tra amministratori del territorio e dirigenti Asl. Il 3 settembre i sindaci saranno messi difronte all’alternativa di due santi,  dovranno scegliere quello che farà più grazie nell’ospitare tranci della struttura ospedaliera sulmonese? Senza nessuna certezza per la realizzazione del nuovo ospedale. Il senatore avanza la proposta dei moduli abitativi provvisori, perché no? Il provvisorio, va precisato però, attraverserà l’arco di un decennio, pressapoco! Per questo Mascitelli fa riferimento ai moduli di ultima generazione resistenti e sicuri nel garantire servizi e qualità per le prestazioni sanitarie. Sono quelli impiegati con esito positivo per le popolazioni colpite dal terremoto, ma in Emilia. Tutto questo sempre che non vada in porto l’accordo di programma per individuare le disponibilità economiche necessarie alla nascita dei 5 nuovi ospedali. L’assemblea con i sindaci del comprensorio, del 3 settembre, incombe e occorre vigilare sulle risorse, procedere a studi tecnici e progetti cantierabili e insistere sulla tempistica. Non c’è altro tempo da perdere, il vice presidente della commissione parlamentare non se ne sta con le mani in mano e ha già chiesto un incontro con il Ministro della salute Renato Balduzzi.

Foto Maria Trozzi

Ospitare una fetta dell’ospedale nei locali di una clinica privata sulmonese gioverebbe all’economia della sanità pubblica?


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