Report Approfondimenti

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A.A.A.A. Cercasi parenti di Filomena Colasante

Appello ad Introdacqua del genenerale, Italo Giammarco
Palazzo Celidonio Sulmona (Aq)  Segni del mitragliamento del 1944

Palazzo Celidonio Sulmona (Aq)
Segni del mitragliamento del 1944

Alle ore 12.10 del 30 maggio 1944 una improvvisa incursione aerea alleata colpì il centro storico di Sulmona, causando la morte di 52 persone (tra cui molti bambini) ed il ferimento di oltre un centinaio. Fra le vittime una donna di Introdacqua, Filomena Colasante, casalinga di anni 59. Il prossimo 30 maggio 2014 ci sarà una cerimonia di commemorazione e lo scoprimento nei pressi dell’ acquedotto di Sulmona (Aq) di una lapide ricordo nel 70° anniversario.”E’ possibile sapere se ci sono figli o parenti della Signora? _ è l’appello del generale Italo Giammarco, originario di Introdacqua (Aq), ex comandante della Caserma Cesare Battisti e responsabile dell’Associazione del Fante _ Chiedete in giro, qualche anziano ricorderà qualcosa. Il  desiderio è di poter avere i parenti per la cerimonia”.


Ezio Mattiocco

Libro su Giuseppe Papponetti di Ezio Mattiocco

Giuseppe Papponetti un intellettuale della “grande stirpe”


Sulmona (Aq). Via Carlo Autiero

Presto una strada all’illustre sulmonese grande amico di Ciampi 
Carlo Autiero taglia il nastro del palazzetto dello sport (foto: gentile concessione del Preside Ezio Pelino)

Carlo Autiero inaugura il Palazzetto dello sport
Foto: gentile concessione del Preside Ezio Pelino

Una strada o una piazza a Carlo Autiero. L’area individuata potrebbe essere quella di via san Polo, uno dei giovani e popolosi quartieri di Sulmona o quella che delimita l’abitazione di famiglia. E’ la richiesta protocollata per colmare il vuoto lasciato, nella Primavera del 2004, dall’illustre concittadino. Amato e stimato per il coraggio e l’abnegazione Carlo Autiero avrà ben presto una strada intitolata. I parenti hanno accolto con favore l’idea così i tanti sulmonesi e abruzzesi che ospitarono e aiutarono sfollati e perseguitati dopo l’8 Settembre 1943, lo stesso fece la famiglia Autiero. La procedura per intitolare una piccola parte di Sulmona a Carlo Autiero è stata avviata grazie alla richiesta presentata, questa mattina a palazzo san Francesco, da Salvatore Di Cesare, Consigliere comunale di Sel (Sinistra ecologia e libertà). In base al Regolamento per la toponomastica cittadina siamo nei tempi, sono trascorsi più di 10 anni dalla scomparsa di Autiero che, a marzo 2004, morì  al santissima Annunziata, ospedale a Sulmona, all’età di 88 anni. Carluccio, così affettuosamente chiamato dagli amici, era un fratello per il Presidente emerito della Repubblica (1999 al 2006) Carlo Azelio Ciampi e lo accompagnò lungo il Sentiero delle libertà per garantirgli la salvezza nel passaggio che conduceva i partigiani oltre la linea Gustav, sulla Majella.

La storia del Presidente Ciampi s’intreccia con quella di Carlo Autiero, protagonisti del libro E si divisero il pane che non c’ era (ed. Laterza, Roma Bari 2003) a cura degli alunni del Liceo scientifico statale Enrico Fermi di Sulmona. Nel testo di ricerca interdisciplinare si raccontano le storie di molti inglesi sfamati ed aiutati dalle famiglie abruzzesi dopo l’ 8 settembre del ‘43. Figura preminente della resistenza antifascista e dell’impegno sociale dell’intero Abruzzo, Carlo Autiero fu ricordato più volte dal Presidente Ciampi come interprete vero della generosità abruzzese che condivise la sofferenza di quei lunghi anni di guerra quando Ciampi era alla macchia e con quel poco di pane disponibile veniva sostenuto e aiutato dai fratelli abruzzesi. Maria Trozzi


Carlo Autiero

Nasce a Sulmona, il 24.2.1916. Il padre, medico, aveva studiato a Napoli, nel colleggio della carità, con Benedetto Croce e il fratello Enrico. Compiuti gli studi superiori a Sulmona, si laurea in filosofia e pedagogia a Roma. Dopo l’8 settembre del 1943 si trova a Sulmona dove rifiuta il richiamo alle armi e si dedica all’opera di protezione dei prigionieri fuggiti dal Campo n. 78 di Fonte d’Amore e alla costituzione di una rete di collegamento tra antifascisti. Conosce e incontra Guido Calogero, antifascista confinato per molti anni a Scanno (Aq), dove la famiglia Ciampi era sfollata. “Calogero veniva spesso a casa mia perché in tutti i paesi dell’area cercava di entrare in contatto con quelle persone che erano critiche verso il fascismo _ricordava Carlo Autiero _ Io ho conosciuto Calogero sotto l’arco di Porta sant’Antonio, a Sulmona. C’era anche Mario Scocco e lo accompagnammo in casa di Angiolina Cipriani”. A Sulmona si era creata una rete spontanea di gente che si adoperava per l’aiuto ai prigionieri di guerra, spesso tenendoli nascosti in casa, sfamandoli e assistendoli. I nomi ricorrenti di persone direttamente impegnate nello svolgimento di compiti spesso altamente rischiosi erano: Mario Scocco, Carlo Autiero, Roberto Cicerone soprannominato Pezzone, Vincenzo Pistilli, Amedeo Liberatore ..

Nel Marzo 1944 Carlo Autiero, con il Fratello Oscar, decide di organizzare la fuga nell’Italia liberata , oltrepassando le linee del fronte attraverso il Guado di Coccia. A loro si unisce anche Carlo Azelio Ciampi che a Scanno era in collegamento con Guido Calogero. Calogero affidò all’allievo Ciampi un manoscritto sul liberal socialismo che doveva essere recapitato a Tommaso Fiore a Bari. Proprio così Ciampi, assieme ai fratelli Oscar e Carlo Autiero, passò le linee per raggiungere gli alleati. La colonna di fuggitivi è guidata da Alberto Pietrorazio, soprannominato La Oss. Partono da Sulmona, attraversano il Guado di Coccia e si dirigono verso Casoli, dove si trovava il Comando alleato. La notizia dell’esito positivo della traversata sarà comunicata in codice a Radio Londra con la frase: “ Una stella sulla Majella”. Sospiro di sollievo per la famiglia Autiero a Sulmona, ai familiari di Ciampi la notizia arriverà in ritardo e farà molto preoccupare. Autiero raggiunge Bari dove si pone a disposizione del comando inglese. Nel dopoguerra riprende l’insegnamento e negli anni ’50 si dedica alla vita politica locale aderendo al Partito cmunista italiano,. È consigliere comunale a palazzo san Francesco. E’ eletto consigliere provinciale in rappresentanza del collegio di Pratola Peligna (Aq). E’ presente ininterrottamente, fino al 1988, quale consigliere comunale dove esercita il suo mandato con scrupolo e passione nella difesa dei più deboli, ottenendo il riconoscimento anche degli avversari politici. Legatissimo alla città che gli diede i natali e che difese in ogni circostanza. La sua attività nella resistenza trova attestazione nei seguenti riconoscimenti:

  • Dichiarazione del maggiore Simpson dell’Allied Screening Commission del 27.6.1945;
  • Certificato di gratitudine e riconoscimento firmato dal generale dell’Esercito Americano;
  • Attestato di benemerenza firmato dal Maggiore inglese Jones.


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Vaso in pietra della Majella

Foto Maria Trozzi

Sulmona2013. Differenze. Il vaso poi è ricomparso. Sarà lo stesso?

Cecia Lascia ‘Stu Strunz !

Foto Maria Trozzi

Fontana Ovidio Fonte d'Amore

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