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Apertura Ikea. Monta la protesta

Area scuola precettata a Dragonara per parcheggio dipendenti

(foto Maria Trozzi)

Assemblea pubblica in aula consiliare, a destra nell’immagine, Maurizio Acerbo e i cittadini di san Giovanni Teatino.

               Maria Trozzi

Il Prefetto precetta tutta l’area della scuola di Dragonara per i posti macchina dei dipendenti Ikea, è una misura straordinaria, a quanto sembra, semplicemente comunicata agli amministratori del Comune di San Giovanni Teatino e la cosa non piace all’assemblea. Ieri sera in aula consiliare, durante l’incontro con la cittadinanza, l’amministrazione comunale ne ha dato l’annuncio e la popolazione si è ulteriormente allarmata, la misura sarebbe però limitata solo al giorno di apertura del nuovo mega-supermercato. Auto di precari e dipendenti, da ieri sera, continuano a occupare l’area della scuola. Dei 12 mila metri quadri di parcheggi pubblici che l’Ikea deve garantire al Comune “La multinazionale sceglie, per la gran parte, 8 mila metri quadri di scarpata” così fa sapere Alessandro Feragalli, assessore all’urbanistica di San Giovanni Teatino. Inquinamento, traffico, lavoro precario sono i principali problemi dell’insediamento del centro commerciale della multinazionale svedese che apre i battenti proprio oggi. E’ solo l’inizio, perché nell’area di Chieti sono previsti altri otto centri commerciali d’aprire. In queste ore sono attese oltre 12 mila persone, spiegano gli amministratori e la cosa preoccupa non poco gli abitanti del centro teatino, soprattutto per l’inquinamento che già dal 2008 aveva superato i limiti di tolleranza. E’ altissima la concentrazione di polveri sottili in quest’area da bonificare non certo con altre 6 mila auto previste di passaggio, al giorno, per il centro commerciale. Tanto Smog, sottolinea Renato Di Nicola di Abruzzo Social Forum che si prepara alla battaglia di democrazia che prenderà il via, questa mattina, dal cavalcavia fino al pezzo di scuola da difendere pacificamente e nel rispetto della dignità del territorio. “Sono state precettate delle persone per la sicurezza in autostrada. Tutto questo chi lo paga? Noi cittadini”. La risposta è scontata per l’uditorio e il leader di Abruzzo social forum lancia la proposta delle indagini diagnostiche sui bambini: “Occorre uno screening per essere informati sul valore delle polveri sottili nei corpi dei nostri figli e creare così un precedente che a Bussi, purtroppo, non c’è mai stato ”. Il Consigliere regionale Maurizio Acerbo è d’accordo, sostiene anche quest’altra campagna mettendo in chiaro come si sia potuti arrivare fino a questo punto: “A livello Regionale l’opera non è soggetta a valutazione e non è mancata la complicità dei tanti comuni”. L’assessore alle attività produttive, Federico Di Palma, rimpiange la collina perduta e il poco o nulla che l’Ikea porta in ambito occupazionale, trasale: “Siamo stati presi in giro anche sulle modalità di assunzioni e abbiamo fatto di tutto, nell’ambito della legalità, per tutelare i nostri cittadini”. Per un posto di lavoro nella grande distribuzione se ne perdono 6 nella piccola, è questa la proporzione. Così suona su tutta la zona interessata una funesta campana: “Se un’ambulanza deve passare di lì non ci sono altre vie d’accesso _ facile immaginare l’esito di un soccorso se il traffico è congestionato _ E’ un’impresa che non porterà nemmeno una lira nel territorio perché il bilancio dell’Ikea fa capo ad una fondazione olandese, esentasse” assicurano gli amministratori. L’area metropolitana Chieti-Pescara registra la più alta intensità di grande distribuzione in Europa!

 

Comunicato

Comitato Paese Comune e Abruzzo Social Forum

 

IKEA: DAL SOGNO ALLA REALTA’

“Benessere, lavoro e felicità: questo prometteva l’ex sindaco Caldarelli nel 2009, quando arriva il via libera per l’insediamento sul nostro territorio della multinazionale svedese Ikea. L’entusiasmo di svendere il nostro territorio da parte della vecchia amministrazione c’entrava qualcosa con la valorizzazione immobiliare o la ricaduta elettorale di promesse di posti di lavoro? E le forze politiche ed i cittadini che allora cullavano il sogno svedese, o che nulla hanno detto, non si rendevano conto di cosa significasse l’arrivo di una delle più grandi multinazionali esistenti al mondo in un comune già così intasato di Iper e traffico?

Ora ci troviamo di fronte alla realtà: più inquinamento, traffico, lavoro precario e mercificazione della vita.

Dopo aver trasformato una collina da terreno agricolo in commerciale, si è attuata una speculazione bella e buona pregiudicando la qualità della vita e concedendo ad Ikea di studiare a proprio uso e consumo la regolazione del traffico nello snodo viario più importante dell’area metropolitana e d’Abruzzo. I profitti che realizzerà la multinazionale (il cui padrone è il 7° uomo più ricco della terra), sfruttando i nostri sogni, il nostro lavoro ed i nostri soldi, non verranno investiti sul nostro territorio e finiranno all’estero, nei bilanci di quella fondazione esentasse (v. sito altra economia) registrata in Olanda che controlla tutta Ikea. Sul front lavoro, supersfruttamento, posizione antisindacale ed inesistente ricaduta occupazionale: una decina di posti di lavoro precario su 200, mentre si sanno perdendo a causa del nuovo insediamento, aperto in piena crisi del piccolo e medio commercio, più di 500 posti, come avevano segnalato le organizzazione del settore. Ed inoltre staranno meglio i 13 mila cittadini che vedranno le loro strade invase da auto ed i loro polmoni inquinati dalle polveri sottili?

Il messaggio che viene pubblicizzato, invece, è che Ikea mette su capannoni in tutto il mondo per il bene delle persone che credono nel sogno del consumo verde. Basta mettere dei pannelli fotovoltaici sul tetto e produrre parte dell’energia che si consuma per rispettare l’ambiente? Oppure è anche quella un’iniziativa che alla fine produce profitto? Ikea propone unn modello economico fondato sul consumismo: si produce tanta merce (deforestando irresponsabilmente), si paga poco e si butta presto per comprare ancora. E tutti dovrebbero vivere felici e contenti, possedendo gli amati oggetti, guadagnandosi un pezzettino di paradiso e case tutte omologate Svezia stile. Ma gli scarti ed i rifiuti di questo sistema dove li buttiamo? Li manderemo nelle discariche svedesi?

Noi persone di questo territorio martoriato e del movimento contro la globalizzazione capitalistica e delle multinazionali, abbiamo indicato con chiarezza quali sarebbero state le conseguenze dell’arrivo dell’Ikea sul nostro territorio, anche in consiglio comunale nel 2008 quando approvarono la variante al Piano Regolatore

Che ha permesso tutto ciò. Un’altra vita è possibile e necessaria!

Comitato Paese Comune, Abruzzo Social Forum

 

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