Report Approfondimenti

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No Progetto Rospo Mare

Nuovi pozzi nel mare Adriatico, dopo l’incidente del 22 gennaio 2013

Rispolverato il progetto Rospo Mare

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Non uno, ma 4 buchi nell’acqua. La notizia rilanciata in queste ore dal Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sulla riapertura dell’iter per i pozzi della Edison nella piattaforma Rospo mare, non sorprende più di tanto gli ambientalisti. E’ da gennaio 2013 che è stata riattivata la procedura ed il Comune di Vasto (Ch) ha presentato persino delle osservazioni, ma il governatore d’Abruzzo solo ora (14.5.2014), in campagna elettorale, ne viene a conoscenza. C’era d’aspettarselo con i metodi soporiferi regionali e le linee guida del Governo nazionale! Il Ministero dell’Ambiente ha riattivato le procedure d’impatto ambientale per la perforazione di 3 nuovi pozzi di idrocarburi liquidi e un nuovo pozzo orizzontale. Viene così rispolverato il progetto, programmato 6 anni fa, per la piattaforma Rospo Mare B, nel campo off-shore (in mare aperto) che dista circa 20 km al largo dalla costa abruzzese, a Nord di Termoli e 70 Km a Sud di Pescara.

Il progetto Rospo Mare B fu presentato nel 2009 da Edison spa, in base al documento di allora: “La produzione del campo viene processata sulla piattaforma Rospo Mare B (RsmB) ed inviata sulla nave Fso (Floating Storage Offloading, nave di stoccaggio temporaneo di supporto alle piattaforme ) Alba Marina, da cui l’olio è periodicamente trasferito sulle petroliere. Le attività in progetto riguardano lo sviluppo dei reservoirs (serbatoi) chiamati zona 1, 2 e 3 nell’area B del campo Rospo Mare B e la sostituzione della nave di stoccaggio, Alba Marina, con altra petroliera di caratteristiche simili, entro il 2012, ovvero il periodo di classe previsto dal Rina (Registro italiano navale (ed aeronautico) che valuta la sicurezza delle navi, l’affidabilità e il rischio per l’assicuratore). Nel sito del Ministero per lo sviluppo economico, risulta una scheda per l’uinità galleggiante Alba Marina costruita nel 2012 (?) (pagina consultabile cliccando questa frase sottolineata). Attività che non comporteranno significative variazioni allo stato attuale dell’area. Lo sfruttamento dei 3 serbatoi avverrà attraverso la perforazione di 3 pozzi dalla piattaforma Rospo Mare B con una limitata e temporanea modifica della struttura per poi ripristinare, alla fine delle attività di perforazione, la preesistente struttura. Il piano è inoltre in grado di integrarsi con il sistema delle facilities (agevolazioni) esistenti nell’area in quanto la perforazione dei 3 pozzi avverrà dalla piattaforma esistente Rospo Mare B già collegata ai sistemi di stoccaggio e trasporto del greggio”. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 128 del 29 giugno 2010 (correttivo ambientale)* il progetto sembrava essersi arenato. Invece il 14 maggio 2014 è stata convocata la Sottocommissione per l’istruttoria e il 16 maggio, per questo vecchio progetto, si riunirà la Commissione plenaria nazionale della Via, valutazione di impatto ambientale.

*Con “correttivo ambientale” si fa riferimento al decreto legislativo n. 128 del 29 giugno 2010, a firma dell’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che integrava il Testo unico dell’Ambiente (152/2006) in seguito all’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon della British Petroleum, avvenuta il 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico. Mosso dall’onda emotiva, il decreto Prestigiacomo  innalzava da 5 a 12 miglia il limite costiero entro il quale autorizzare prospezioni e ricerca di idrocarburi in prossimità di aree protette marine. 
Al punto 7 del decreto Sviluppo, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno 2012** conosciuto come condono petroliferoricompaiono i permessi di ricerca interdetti per effetto del decreto Prestigiacomo in materia di estrazione di idrocarburi off-shore. Il decreto sviluppo del 15.6.2012, da un lato, fissa a 12 miglia (19 chilometri) la distanza dalle linee di costa e dal perimetro delle aree marine e costiere protette entro le quali sono vietate le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di gas e di greggio, dall’altro fa “salvi i procedimenti concessori in materia di idrocarburi off-shore che erano in corso alla data di entrata in vigore del cosiddetto ‘correttivo ambientale’”. (Fonte)


Petrolceltic Italia è tra le società che beneficiano del condono petrolifero,  nel 2008 perforò un pozzo a soli 2 Km dalla Riserva naturale regionale di Punta Aderci a Vasto, in Abruzzo.

** Misure per la crescita sostenibile / 7. Misure per lo sviluppo e il rafforzamento del settore energetico.
b. Misure in materia di ricerca e estrazione di idrocarburi.
Si stabilisce una fascia di rispetto unica, per petrolio e per gas, e più rigida, passando dal minimo di 5 miglia alle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, per qualunque nuova attività di prospezione, ricerca e coltivazione. 
Sono fatti salvi i procedimenti concessori in materia di idrocarburi off-shore che erano in corso alla data di entrata in vigore del cosiddetto “correttivo ambientale”.
Viene infine creato un fondo per le attività di salvaguardia del mare e di sicurezza delle operazioni offshore finanziato attraverso l’aumento delle royalties per le estrazioni in mare (dal 7 al 10 per cento per gas e dal 4 al 7 per cento per petrolio).


c. Semplificazioni delle attività di realizzazione di infrastrutture energetiche e liberalizzazioni nel mercato del gas naturale.
Si prevede la possibilità per il ministero dello Sviluppo economico di far ricorso alla presidenza del Consiglio dei ministri per giungere a una decisione definitiva in materia di autorizzazione di infrastrutture energetiche, in caso di mancata intesa delle amministrazioni regionali competenti nei tempi previsti, in coerenza con l’orientamento giurisdizionale attuale della Corte Costituzionale. Si avvia, inoltre, una progressiva liberalizzazione del mercato dello stoccaggio del gas, introducendo meccanismi competitivi ad asta, in linea con i mercati europei più avanzati.


Polemica tra i candidati presidenti

Proprio il 13 maggio 2014, Luciano D’Alfonzo, candidato alla Regione Abruzzo, interessato agli avvistamenti extraterrestri, ha elaborato una discussa allegoria che è stato poi costretto a chiarire. Quando trattava di ufo, D’Alfonso si riferiva proprio alle piattaforme petrolifere, schierandosi dalla parte della costa abruzzese almeno per il rush finale della corsa elettorale.

Ci mancava Rospo Mare: un altro ufo bipartisan di Pd e Centrodestra _ esclama il candidato Presidente Maurizio Acerbo _ La responsabilità è da attribuirsi, come per Ombrina, a tutte le forze politiche che sostenevano il governo Monti, dal PD A Forza Italia che con il decreto Passera hanno sbloccato queste concessioni. Quel decreto del governo Monti fu approvato in tempi record con il voto di tutti i parlamentari abruzzesi di centrodestra e centrosinistro. É inutile che qui in Abruzzo si venga a sfilare alle manifestazioni ambientaliste o che si propongano inefficaci ordini del giorno. Gli UFO che continuano ad atterrare sul nostro territorio e sul nostro mare sono targati in primo luogo PD visto che è al governo da un bel po’. Nonostante i proclami che si fanno in Abruzzo né il governo Letta né Renzi hanno approvato un decreto legge per fermare quei progetti. Anzi il governo a guida PD ha ufficialmente annunciato attraverso, il ministro Guidi e in commissione parlamentare, che si va avanti con la petrolizzazione e lo shale gas in Abruzzo e in altre regioni. Per domare la protesta dei territori Renzi ha avanzato una proposta di modifica del titolo V° della Costituzione che sostanzialmente sottrae ogni possibilità alle Regioni di aver voce in capitolo sui progetti in materia energetica e toglie persino il diritto di esprimere l’intesa sui progetti. La Strategia Energetica Nazionale continua a vedere il futuro dell’Abruzzo come distretto estrattivo. Come abbiamo reso noto esponenti del PD, come Chicco Testa, lavorano direttamente per la lobby petrolifera e la Medoil ha persino comunicato agli azionisti che è in corso un dialogo costante col governo. Anche Gianni Chiodi dovrebbe chiarire a chi si riferiva il presidente nazionale di Federpetroli ieri nel suo comunicato. In ogni caso, mi piacerebbe che qualcuno ci spiegasse il significato delle parole pronunciate dal Presidente di FederPetroli Italia, il quale, a seguito della trasmissione Report sul fracking, ha dichiarato: “vogliamo portare a conoscenza che negli ultimi mesi, le Pubbliche Amministrazioni Locali di regioni come l’ABRUZZO, il MOLISE, la CAMPANIA ed altri, con impegno e disponibilità, stanno contribuendo ad un dialogo interessante e costruttivo con FederPetroli Italia su cosa l’industria petrolifera vuole realizzare”. Visto che la classe politica abruzzese si dichiara contraria alla petrolizzazione della Regione, mi chiedo con chi dialoga FederPetroli in Abruzzo?

Comunicato FederPetroli 13.5.2014 “Ci dissociamo e prendiamo le distanze dalla puntata di Report condotta da Milena Gabanelli trasmessa in prima serata ieri su Rai 3 sull’argomento Shale Gas ed indotto petrolifero.” Sono le parole del Presidente della FederPetroli Italia – Michele Marsiglia dopo la messa in onda del programma ieri sera. Continua Marsiglia “Durante la trasmissione sono state fornite informazioni non corrette e che destabilizzano soltanto la pubblica opinione in merito allo sviluppo energetico in Europa ed in particolar modo in Italia. Le tecniche di Fracking citate non sono adoperate nei giacimenti italiani. Ad oggi in Italia abbiamo pozzi che sono stati già perforati e pronti e, si attende solo l’autorizzazione per immettere il gas nella rete nazionale. Siamo sconcertati che per il Servizio televisivo non siamo stati minimamente interpellati e, come noi, altri attori petroliferi presenti sul territorio italiano. FederPetroli Italia da anni sta promuovendo una politica di trasparenza di cosa è il Petrolio e il Gas in Italia e quali i rischi e vantaggi, ben diversi e lontani dalle trivellazioni negli Stati Uniti, senza confondere e manipolare mediaticamente attraverso lo strumento televisivo l’opinione pubblica. FederPetroli Italia avrebbe fornito, con dati e possibili sopralluoghi sui siti interessati, informazioni circa le tecniche, i fluidi, gli impianti, l’impatto ambientale ed altro di utile conoscenza a chi non è del settore. L’industria petrolifera nella puntata di Report è stata solo ed esclusivamente criminalizzata e ridicolizzata da terzi. Non ci stiamo ad essere definiti Criminali. La campagna condotta da Report risulta, a nostra avviso, denigratoria e di puro terrorismo mediatico per allontanare sempre più l’Italia dall’importante capitolo delle risorse energetiche ed il progredire di uno sviluppo che possa portare valore aggiunto all’Italia.” Marsiglia porta all’attenzione anche un fattore fondamentale: “Non è sbagliato evidenziare la poco competenza in materia delle Istituzioni politiche e di terzi in Italia ma, diversamente, vogliamo portare a conoscenza che negli ultimi mesi, le Pubbliche Amministrazioni Locali di regioni come l’Abruzzo, il Molise, la Campania ed altri, con impegno e disponibilità, stanno contribuendo ad un dialogo interessante e costruttivo con FederPetroli Italia su cosa l’industria petrolifera vuole realizzare e, diversamente da come sono state ultimamente pubblicizzate alcune azioni politiche ostative alle attività petrolifere. Qualora ve ne sia richiesta, siamo disponibili a sopralluoghi ed altri interventi mirati ad una corretta diffusione dell’informazione e testimonianze dirette con le Compagnie petrolifere interessate allo sviluppo di piccoli giacimenti nel nostro paese sia Onshore che Offshore (a terra ed in mare) e che hanno già sostenuto notevoli investimenti in Italia ed occupato personale tecnico. Evidenziando cosa sta causando il blocco di alcuni cantieri ed il danno finanziario ed occupazionale. Le informazioni rilasciate durante il programma le definiamo incomplete e non corrette. Ancora una volta REPORT ha dato una chiara evidenza della politica di ostruzionismo all’indotto petrolifero o meglio energetico” conclude il Presidente Marsiglia. (Fonte: FederPetroli)

La Regione Abruzzo è stata informata con soli due giorni di anticipo sulla riapertura dell’iter. Per questo il ricandidato Presidente, Gianni Chiodi, ribadisce come già fatto per Ombrina mare e Petroceltic (sic!), che è fermamente contrario e chiede poi al Presidente Matteo Renzi di sospendere il procedimento Via e di riattivare l’efficacia della Legge Prestigiacomo. Nessuna risposta dal Governo sulla proposta di perimetrazione che sarebbe stata presentata, sei mesi fa, dalla Regione Abruzzo per la costituzione del Parco della Costa Teatina. (14.5.20154)

Foto Di Renzo

Foto Di Renzo

Incidente Rospo Mare del 22 gennaio 2013. A 12 miglia al largo di Vasto (Ch) e Termoli (Cb) compare una chiazza oleosa e scura sul mare Adriatico, sarebbero circa mille litri di presunto petrolio, riversati in mare nei pressi di Rospo Mare, 3 piattaforme con 28 pozzi, il campo è per il 62% dell’Edison e per il 38% dell’Eni, quest’ultimo è l’operatore diretto. Sulla terraferma di fronte a Rospo Mare c’è la riserva di Punta Aderci e il Sito di interesse comunitario (Sic) della Marina di Vasto. La vicenda venne chiarita con un comunicato della Edison: “Al termine della giornata di interventi presso il Campo Rospo Mare a seguito della segnalazione di emergenza lanciata alle 22:30 dalla Fso (nave di stoccaggio a supporto delle piattaforme) Alba Marina per avvistamento di una macchia in mare, si conferma l’assenza di greggio in mare _ la Edison conferma _ l’assenza di petrolio in mare e  ricordava la programmazione di altri interventi di manutenzione, il ripristino dei pozzi e ben 160 milioni di euro già spesi per la sicurezza. Si conclude che si può escludere qualsiasi forma di inquinamento e soprattutto che grazie a tutti i mezzi usati si può finalmente escludere lo sversamento di greggio in mare, fatto confermato dai rilevamenti satellitari effettuati dalla Capitaneria di Porto”. Nonostante tutto il ministero dell’Ambiente fa risorgere il progetto iniziale.

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