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Emergenza ospedale Sulmona.. ne riparlano ad ottobre

Foto Maria Trozzi

A sinistra il sindaco di Sulmona Fabio Federico e a destra il direttore generale Asl Giancarlo Silveri. (Foto Maria Trozzi)

Maria Trozzi

Accolta la proposta di formare una commissione di tecnici, di cui uno scelto dalla direzione Asl e gli altri  due individuati dagli amministratori locali. Così l’assemblea dei sindaci del territorio con il Direttore generale della Asl Giancarlo Silveri rimanda al 3 ottobre per l’emergenza dell’ospedale di Sulmona (Aq). La commissione provvederà, entro 30 giorni (all’inizio erano 2 mesi), ad individuare gli imprenditori disposti a realizzare e poi locare le strutture che dovrebbero ospitare l’ospedale di Sulmona (Aq). E’ un’indagine di mercato quella proposta dal dirigente della Asl per indicare le soluzioni possibili per l’ospedale Peligno e magari anche convenienti: “Soluzioni provvisorie comunque vanno trovate e sarebbe il massimo se diventassero definitive” commenta Silveri. La procedura della Trattativa privata, con la quale si garantirà al santissima Annunziata di operare nella norma, mette in guardia il dirigente che pretende massima trasparenza nell’operazione. E’ solo una perdita di tempo per il sindaco di Pratola Peligna, Antonio de Crescentiis, contrario alla commissione tecnica. Perentori quelli dell’Azienda, la soluzione provvisoria da scegliere dovrà tendere al definitivo ed è necessario verificare che sia “fattivamente ed oggettivamente possibile“.

Quattro le proposte sul tavolo dei sindaci vagliate in assemblea: smembramento dell’ospedale di Sulmona con alcuni reparti destinati al san Raffaele. Anche in questo caso occorrono le verifiche sismiche e gli adeguamenti, un anno e mezzo per provvedere, ma dalla clinica privata “Dicono di poter adeguare in tempi rapidi_ sottolinea Silveri, però _ i soldi che pagheremmo per l’affitto andrebbero persi”. Altra opportunità sarebbe quella di spostare l’ospedale nella struttura san Panfilo, ma l’adeguamento importerebbe altri 24 mesi di attesa: “Dicono però (quelli della san Panfilo)  che occorrerebbe meno, circa 6/7 mesi per sistemare _ segnala il dirigente, ma in questo caso _ i soldi che pagheremmo d’affitto andrebbero in parte recuperati”. “Questa sera ciascuno di noi può creare un indirizzo” e il sindaco di Sulmona Fabio Federico invita a farsi avanti. In un primo momento, Federico sembra preferire l’opzione numero tre, i moduli di nuova generazione  e il primo cittadino di Pratola dà seguito: “Oggi vedo uno scenario un po’ confuso, non siamo noi a decidere è lui ..” l’indice del sindaco punta il direttore generale. La paura fa correre troppo, una volta che i reparti dell’ospedale saranno assicurati in locali privati, a trarne vantaggi chi sarà e chi ne subirà gli effetti? Ad esorcizzare una tipico timore peligno è la terza proposta, i sindacati  allontanano lo spettro della struttura pubblica in mano privatA, si  mette in cantiere un’idea niente male, apprezzata da Alfonso Mascitelli, senatore Idv. In sala si parla dei moduli tecnologici e si tira un sospiro di sollievo. Alla direzione della Asl1 Avezzano Sulmona Castel di Sangro i sindacati propongono: “La costruzione di strutture modulari che possano ospitare le UU.OO (ndr unità operative) ed i servizi attualmente allocati nell’ala vecchia, con evacuazione e alleggerimento della stessa, che presenta le maggiori criticità, e la realizzazione del progetto già finanziato ed appaltato di strutture modulari ospitanti nuove sale operatorie.”. E’ favorevole anche il primo cittadino di Pratola perché, strutture del genere, sono state impiegate con successo anche per i terremotati in Emilia. I moduli hanno una grande resistenza, resterebbero a disposizione del presidio ospedaliero e, una volta finito il nuovo ospedale di Sulmona, sempre se sarà costruito, sarebbero a disposizione per l’emergenza, scaramantici a parte! Vista l’insistenza sulla commissione di tecnici per sondare il mercato, De Crescentiis si rivolge a Silveri: “Vorrei capire se ci sono davvero i soldi per una delle sue soluzioni provvisorie, a questo punto l’affitto potrebbe essere impiegato come rateo per l’acquisto della struttura modulare..” la getta lì il primo cittadino, convinto che le voci del bilancio ordinario della Asl non siano sufficienti a coprire l’emergenza dell’ospedale del territorio a cui il direttore destina solo 1 milione di euro l’anno e naturalmente per coprire il canone di locazione dopo il trasferimento del nosocomio sulmonese in  una delle due strutture private! Il direttore Asl controbatte: Sì, ci sono, ma mica stiamo a tagliare i prosciutti qui!. L’ultima alternativa invece fa impallidire molti primi cittadini, Claudio Incorvati, amministratore di Bugnara vede nero così come il padrone di casa Antonio Carrara, Presidente della Comunità Montana: “Sul nuovo ospedale vorremmo qualche assicurazione in più, come minimo. Andiamo avanti semplicemente a prendere e perdere tempo. Voi avete avuto strumenti e tempo per decidere e per venire qui a  presentarci una proposta e chiedete altro tempo!” si scusa per la franchezza il Presidente Carrara quando dice: “Senno vengo a fare io il direttore della Asl e risolvo !”. Rispunta la proposta di trasferire tutto all’ospedale di Popoli (Pe), bisogna accertare allora se il primo ospedale che si affaccia sul confine Pescarese è davvero a norma. In uno slancio appassionato, il sindaco di Vittorito (Aq), Giuseppe Berarducci, si anima: “Qui stiamo parlando del bene comune, la proposta di Popoli va nel senso d’ incentivare il dirigente Asl!” (sic!). “L’esigenza è quella di dare un ospedale efficiente ed efficace” interviene il vice sindaco di l’Aquila Roberto Riga che condivide la proposta dei sindacati e rivolge a tutti l’invito” Allora ci vediamo a novembre”. Il tempo per la ricerca di mercato della commissione poi viene ridotto da 60 a 30 giorni. Il sindaco di Alfedena, Massimo Scura, vuole dire la sua: “Se ci mettiamo in questa ottica, non se ne esce più. L’art. 20 della legge 67 del 1988 vale per tutte le regioni. E’ nell’abilità a realizzare il progetto che dobbiamo concentrarci! Si fa prima a fare l’ospedale nuovo che non una soluzione provvisoria _ e fa riflettere gli astanti _  I percorsi nei prefabbricati come si fanno, per voi l’igiene non è un problema?”. Giorgi della Cisl ha “.. l’impressione che stiate mettendo la palla al centro per non discutere nulla”. Nemmeno l’ombra dei 250 milioni di euro a disposizione per la realizzazione di nuovi ospedali in Abruzzo, solo un accenno sull’Accordo di programma Stato – Regione/Abruzzo per assegnare la somma: “Cui potrà concorrere anche Sulmona per la realizzazione del nuovo ospedale” dice Silveri, ma non si ha contezza! E se i sindaci non riescono a trovare l’accordo quelle parole del Direttore generale suonano come una minaccia: “Io notifico lo stato dell’ospedale al Prefetto di l’Aquila e al sindaco e poi ve la vedete voi!”. I tempi per la commissione si restringono e si concentra la ricerca di mercato ai prefabbricati. Appuntamento al prossimo ottobre con l’assemblea dei sindaci e il direttore generale Asl.

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