Report Approfondimenti

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Il Gufetto

Decine di alberi pericolanti a Sulmona, da tagliare!Piccolo gufetto

Foto Trozzi

Alberi su viale papa Giovanni a Sulmo

Il pericolo arriva dall’alto e non si tratta di un attacco aereo o delle inquietanti scie di condensa che riducono a scacchiera i cieli della Valle Peligna, sotto scacco!  Il pericolo della trascuratezza lo traducono i nostri alberi in bilico, tra la vita e la morte, con centinaia di rami che pendono sulle nostre teste. Sulla conca, una spada di Damocle fatta di arbusti sempreverdi fa crescere l’inquietudine lungo i viali alberati tenuti, per decenni a Sulmona, senza la benché minima cura. Verde pubblico selvaggio, jungla di città! E’ così, la trascuratezza obbliga al punto di dover sacrificare molti alberi malconci per non rischiare la vita dei cittadini.

Dopo il terremoto del 2009 i Vigili del Fuoco, durante i sopralluoghi, segnalarono che i pini di Viale Mazzini e Via Papa Giovanni XXIII erano pericolanti, più delle case, ed erano da abbattere. Quelle indicazioni sono rimaste lettera morta e da allora rami e alberi malfermi e dissestati si sono piegati sempre di più, alcuni sono caduti spesso sfiorando la tragedia, altri stanno per cadere.

Proprio questi alberi furono segnalati, uno ad uno, nel 2010. Un tecnico del Corpo Forestale dello Stato, accompagnato da un Sottufficiale girò tutta la città, albero per albero, indicando in una cartina quali fossero quelli pericolosi o malati. L’ordine partì dal Comandante Guido Conti, allora alla guida del Cfs di Pescara e Sulmona. Questo minuzioso sopralluogo documentato può essere integrato e riduce i tempi necessari per un intervento mirato, indispensabile! La scrupolosa indagine e la certosina documentazione dell’operazione effettuata dal Corpo forestale dello Stato vennero accompagnati, quell’anno, anche da un incontro di natura informativa del Comandante Conti con l’ingegnere capo del Comune di Sulmona, la relazione è agli atti, protocollata, ma sicuramente dimenticata in qualche polveroso cassetto di palazzo san Francesco. Quegli alberi e quei rami che stanno per cadere sono il “Frutto di scelte sbagliate degli anni ’50 così per quelli della villetta degli anni ’30. Sono inoltre di specie con alto rischio di rottura dei palchi, cioè dei rami, con pericolo anche mortale per chi si trovasse a passare” dichiara oggi il Comandante regionale Umbria del Cfs Guido Conti. Purtroppo il CFS non ha competenza sugli alberi radicati in ambito urbano, ma il Corpo s’impegnò per rilevare, segnalare e sollecitare interventi al fine di arginare i rischi e ridurre al minimo  il pericolo alla pubblica incolumità e alla sicurezza urbana. Ovviamente il Comune nulla fece e fa!

Foto Maria Trozzi (1.6.2014)

Ingresso Sud Villetta Porta Napoli.  Sempreverdi del giardino comunale pericolanti e con rami in bilico che cadono e fanno danni. Quotidianamente e fintanto che l’area non sarà messa in sicurezza, sarà oltremodo rischioso passarvi


Cosa ci vuole per dire che la tragedia si poteva evitare ? Un attimo e non si può continuare a contare sui santi e i miracoli. Sulmona è stata fin troppo benedetta dalla legge del caos e della fortuna che d’improvviso è cieca spesso proprio con i cittadini meno fortunati. L’edicola di piazza Mazzini ha subito danni per un ramo che è caduto, si vedono ancora dei segni sul chiosco e l’amministrazione comunale non vede e non sente le ripetute segnalazioni che arrivano anche dall’area in cui si raccoglie il cimitero di Sulmona, il viale sta diventando un percorso di iniziazione per le anime ancora in vita. Un paio di anni fa alla scuola elementare Masciangioli, porta Napoli, hanno tagliato tutti gli alberi alti del giardino per pericolo di caduta e non certamente per la pulizia dell’area.

Sempreverde inclinato (Foto Maria Trozzi)

Villa di Sulmona 2013

Anche alcuni  ambientalisti sono d’accordo sulla necessità di potare e tagliare i pericolosi fusti, molti nella villetta di porta Napoli, l’importante è che si faccia un intervento mirato da affidare ad una ditta che non rada al suolo la città con operazioni approssimate, ma che provveda a sistemare, a garanzia dell’incolumità pubblica e su indicazioni specifiche, le piante che mettono a rischio le sorti di ogni sulmonese, come è stato fatto per la villa comunale di viale Roosevelt dove lo scorso inverno hanno giustamente tagliato due enormi arbusti (nella foto di Maria Trozzi), vicino le peschiere, incantati pericolosamente sul viale brecciato dove passeggiano studenti, bambini e anziani.

In cambio del sacrificio che chiediamo a Madre Natura è il caso di restituire qualcosa piantando magari degli alberi ornamentali con fiori e frutti per gli uccelli che diano ombra ai cittadini. Dove troviamo i fondi? Un’idea potrebbe essere la vendita degli alberi vecchi rimpiazzati con giovani virgulti e spese a carico anche dell’acquirente. Una risposta alle innumerevoli segnalazioni va data, ma che sia  concreta e che non sia l’ossessiva giuculatoria: “Non ci sono soldi, non possiamo fare nulla!” invece si devono trovare, le mani avanti non si possono sopportare se la popolazione di Sulmona è a rischio, aspettare il prossimo inverno per interventi così importanti vorrebbe dire essere complici della trascuratezza passata ed essere i soli unici responsabili per gli incidenti futuri!

Napoli. Tragedia di via Aniello Falcone, muore madre di due figli, schiacciata da un albero

Clicca sulla foto per sentire la registrazione delle voci relative all’allarme ignorato

Incidenti mortali, come il tragico episodio di Napoli,  dovrebbero insegnare l’assurdità della formula di rito: si poteva evitare. La morte di una donna, madre di 2 figli, schiacciata da un albero rimasto inclinato per una decina di giorni, dopo le segnalazioni, si doveva evitare! Cristina Alongi, 44 anni, era in auto quando il fusto è piombato sulla sua vettura. Nei fascicoli d’inchiesta, appena chiusa dal Pm Giovanni Corona, è finita la segnalazione precedente la tragedia. Viene ignorato l’allarme di un commerciante che il 27 maggio 2013 segnalò l’albero inclinato ai Vigili del fuoco. L’arbusto per giorni incantato pericolosamente sulla strada crollò il 10 giugno 2013. Il pm partenopeo chiede ora di processare i responsabili.mtrozzi@libero.it Gufetto stilizzato

3 commenti su “Il Gufetto

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