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Pacentro. Inaugurato monumento ai caduti della Brigata Majella

Foto Trozzi

Inaugurazione monumento ai caduti della Brigata Maiella (02.06.2014 – Foto Maria Trozzi)

Negli orécchi l’eco delle Parole di Calamandrei: “Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione”.

Associazioni, autorità religiose, civili e militari, rappresentanti istituzionali dei Comuni del Comprensorio, non mancava davvero nessuno ad onorare, questo pomeriggio a Pacentro, i caduti della Brigata Majella. La cerimonia di inaugurazione del monumento a loro dedicato si è svolta nella giornata della festa della Repubblica con  tanta gente comune e molti giovani che hanno seguito con attenzione la manifestazione. E’ stata anche la prima apparizione pubblica del neo sindaco Guido Angelilli, che si insedia proprio oggi, alle 18.30, con il primo Consiglio Comunale di Rinnovamento Il coraggio delle idee, formazione vincente alle Amministrative del 25 maggio svolte a Pacentro. Il monumento è installato in un’area verde al bivio di via San Francesco, via Francesco Buccitelli e la ss 487, a pochi metri dalla chiesa dell’Immacolata a dal complesso monumentale del Convento dei Minori Osservanti (1589). Impeccabile il picchetto d’onore degli Allievi del 168° Corso di Polizia Penitenziaria, della Scuola di formazione e aggiornamento di Fonte d’Amore, frazione di Sulmona (Aq). Il monumento intitolato alla Brigata Majella è stato scoperto da Ennio Pantaleo, il più giovane dei combattenti, e da Arnaldo Ettorre, patriota della Brigata Majella di l’Aquila. La scultura commemorativa, un cippo, rappresenta un tronco d’albero con radici robuste verso la terra, le salde radici della nostra Libertà, opera dell’artista pacentrano Carmine Tollis, finanziata nonostante le difficoltà proprio nel periodo in cui Pacentro soffriva il default dell’amministrazione comunale e per una serie di vicende che hanno poi portato al commissariamento. L’evento è stato organizzato dall’associazione Brigata Majella per rendere omaggio a quelle donne e a quegli uomini che con il loro sacrificio hanno consentito di poter vivere oggi in una Repubblica Democratica.

Foto Maria Trozzi

Monumento Memoria Caduti Brigata Majella (02.06.2014 Foto Trozzi)

Monumento ai caduti della Brigata Majella (Foto Trozzi 2.6.2014)

Monumento ai caduti della Brigata Majella (Foto Trozzi 2.6.2014)

Non possiamo dimenticare la storia del nostro Paese _ è l’appello del primo cittadino di Pacentro _ Dopo l’annuncio dell’Armistizio di Cassibile (armistizio di Resa incondizionata dell’Italia alle potenze alleate firmata a Cassibile, località nel comune di Siracusa, il 3 settembre 1943 ndt), l’8 settembre 1943, L’Italia precipitò nel caos. L’esercito nel suo complesso, privo di ordini, si sbandò e venne rapidamente disarmato dalle truppe tedesche. L’unico baluardo contro le truppe di occupazione furono le organizzazioni di cittadini che in tutto il territorio italiano si organizzarono in formazioni partigiane_ continua il sindaco Angelilli _ tra queste la Brigata Maiella che nella storia della Resistenza italiana presenta caratteristiche peculiari. Fu l’unica formazione ad essere decorata di Medaglia d’Oro al Valore Militare alla bandiera, fu tra le pochissime formazioni partigiane aggregate all’esercito alleato dopo la liberazione dei territori di origine, assieme alla 28° Brigata Garibaldi Mario Gordini ed alla divisione Modena e fu la formazione combattente con il più lungo e ampio ciclo operativo, continuando a lottare, risalendo la Penisola,  sino alla liberazione delle Marche, dell’Emilia Romagna e del Veneto _ sottolinea il primo cittadino _ in essa militò anche un nostro paesano, Mario Silvestri, morto nella famosa battaglia di Pizzoferrato (Ch), al quale è dedicato l’edificio scolastico”. A riempire il silenzio un commosso applauso della gente che ha partecipato alla sentita cerimonia. Poi il sindaco ha concluso con le Parole di Piero Calamandrei (politico, avvocato e accademico italiano), nel suo discorso sulla Costituzione: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione”.

Album della cerimonia

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Questa voce è stata pubblicata il 06/02/2014 da in Cultura, Edicola.

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