Report Approfondimenti

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Colpa dei grifoni che si immolano sulle pale! Torna l’eolico selvaggio in Abruzzo

Allarme dalle associazioni, dopo il passo indietro del Consiglio regionale d’Abruzzo

Cancellata la moratoria. Grifoni e nibbi muoiono: fatti loro!

Guido Ceccolini

Si ringrazia Guido Ceccolini autore della foto.

Vita breve per la moratoria contro l’eolico selvaggio in Abruzzo così Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, Lipu, Altura, Mountain Wilderness, Salviamo l’Orso, Gruppo naturalisti Rosciolo fanno quadrato dopo la cancellazione disposta dal Consiglio regionale con un emendamento a sorpresa, votato il 17 maggio scorso dai Consiglieri regionali del Partito democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Le associazioni diramano questo comunicato: “L’Onu un covo di talebani ambientalisti del NO? Meglio continuare con l’eolico selvaggio e abrogare la pericolosa norma approvata un mese prima volta a dare una regolata al proliferare incontrollato dell’eolico industriale nelle aree preziose per orso e rapaci? Alcuni consiglieri di Pd (consigliere D’Amico) e Forza Italia (consigliere Sospiri) hanno costituito una santa alleanza trasversale con Fratelli d’Italia (Petri) per scongiurare l’applicazione delle regole all’eolico sulle montagne abruzzesi, approvate ad aprile e pochi giorni fa cassate senza pietà sotto la scure, appunto, di un emendamento proposto dai consiglieri sopra ricordati.  L’Unep, l’Agenzia dell’Onu per l’Ambiente, aveva espresso già da due anni tutta la sua preoccupazione allo Stato Italiano per come andavano le cose sull’eolico in Abruzzo a causa dell’impatto su specie protette a livello internazionale come grifoni e nibbi, chiedendo una doverosa regolamentazione. Questa iniziativa può essere sembrata ai consiglieri un’ingerenza insopportabile rispetto alla “normale deregulation” tipica dell’Abruzzo, la cui difesa evidentemente sembra stare a cuore ai consiglieri regionali più dell’accordo PATOM per la tutela dell’orso, simbolo della Regione Abruzzo e ormai sull’orlo dell’estinzione. I grifoni muoiono contro le pale eoliche? Fatti loro! Nibbi reali, aquile reali e tanti altri uccelli subiscono la stessa sorte? E chi se ne importa! Con tutta evidenza i grifoni si schiantano contro gli aerogeneratori alti 150 metri di loro spontanea volontà, potrebbero aver pensato i solerti consiglieri regionali, vedendo le foto incontrovertibili delle carcasse degli animali trovate sotto le pale, individui reintrodotti (in maniera forse troppo spregiudicata qualcuno potrebbe aver pensato) dal Corpo Forestale dello Stato che aveva l’ambizione di ricostituire un equilibrio ambientale perduto a causa dell’uomo. Giammai, paiono aver convenuto i consiglieri impegnati nell’ultimo consiglio regionale nello strenuo tentativo, riuscito, di evitare qualsiasi forma di regolamentazione all’occupazione delle creste montane abruzzesi da parte di decine di progetti di eolico industriale, che oltre agli uccelli devastano il paesaggio e tolgono sempre più spazio all’orso.  Invece dei rapaci forse è più bello vedere volteggiare sui monti dell’orso e dei grifoni le aziende pronte ad occupare pezzi del territorio regionale con le torri eoliche. Sarà.. ma alle associazioni scriventi la norma proposta dal Consigliere Regionale Acerbo e approvata solo un mese fa e ora abrogata era apparsa un segno di civiltà dopo anni di assalto senza regole e senza neanche l’applicazione di una Valutazione Ambientale Strategica preventiva richiesta addirittura da quei pericolosi funzionari del Ministero dell’Ambiente. Armonizzare e coordinare un regolare sviluppo dell’eolico nella regione, forse appare una cosa inutile per i consiglieri regionali, anche perché, dopo tutto, gli animali mica votano…al massimo muoiono in silenzio sulle pale” (19.5.2014).

EmendamentoSveltina bipartisan cancella moratoria eolico e biomasse

Anche all’ Unep, Agenzia dell’Onu per l’Ambiente sono da anni preoccupati per il proliferare selvaggio dell’eolico sulle montagne abruzzesi, ma in Regione la colpa torna ad essere solo dei grifoni che si immolano sulle pale. Torna, perchè lo scorso 15 aprile il Consiglio regionale d’Abruzzo sembrava rinsavire approvando la moratoria per gli impianti fotovoltaici in zona agricola, eolici e per centrali a biomasse di potenza superiore ad 1 MW, introducendo persino una norma per frenare l’eolico selvaggio e vietare altre istallazioni a tutela dell’avifauna e dell’orso. Lo start up sulla regolamentazione degli impianti per produrre energie rinnovcabili sembrava finalmente partire e con buone premesse. Tutto grazie alla proposta di moratoria presentata dal Consigliere regionale Maurizio Acerbo che dava voce alle associazioni ambientaliste, a esperti e alle comunità locali. E’ bastato però un attimo di distrazione per far tornare tutto come prima. “Con il più profondo disprezzo comunico che nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Regionale è stata cancellata la moratoria per fotovoltaico nei campi, eolico selvaggio e centrali a biomasse _ dichiara il candidato presidente Acerbo _ L’emendamento sottoscritto da PD e Forza Italia (Giovanni D’Amico, Sospiri e altri) è stato cinicamente inserito nel provvedimento fuori sacco con cui si stanziavano fondi per Cotir e Mario Negri Sud. Approfittando della mia momentanea assenza – sono arrivato in ritardo perché impegnato in una trasmissione in tv con Chiodi – i meschini hanno cancellato una norma di importanza enorme per la salvaguardia ambientale del nostro territorio. Ancora una volta si conferma che come ambientalisti e cittadini dobbiamo combattere un nemico bipartisan che da anni saccheggia la Regione Verde. La moratoria approvata lo scorso 15 aprile era stata salutata come un esempio a livello nazionale ed era stata richiesta da tutte le associazioni ambientaliste. E’ sempre più chiaro che per difendere la nostra terra non ci si può certo affidare ai caravanserragli lobbistici e affaristici di Chiodi e D’Alfonso e che in Abruzzo c’è bisogno di una svolta ambientalista. Bloccheremo i lavori del Consiglio Regionale se non sarà riapprovata questa misura di tutela in apertura della prossima legislatura” (17.5.2014).

Nota 2012 di Bert Lenten, Segretariato della Convenzione di Bonn (sottoscritta da 115 Paesi, tra cui l’Italia), dell’Unep, l’Agenzia dell’Onu per l’Ambiente. Dopo aver esaminato lo studio prodotto dalla Stazione ornitologica abruzzese e dal Centro Italiano Studi ornitologici sulla popolazione di Nibbio reale in Abruzzo, analisi che mette in evidenza la coincidenza tra le aree utilizzate dalla specie e quelle in cui è prevista la concentrazione di nuovi impianti  eolici, il Segretario scriveva all’allora Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, (governo Monti) per avere chiarimenti proprio sull’eolico in  Abruzzo, preoccupato dal proliferare degli impianti eolici in territori di pregio: “E’ noto che i rapaci sono particolarmente vulnerabili rispetto alla collisione con gli aerogeneratori e quindi noi siamo preoccupati rispetto alla sovrapposizione di un gran numero di impianti eolici con le aree occupate da popolazioni di rapaci, inclusi il Lanario, Il Nibbio reale e il Nibbio bruno, specie inserite nell’allegato II della Convenzione”. Il Segretariato sottolineò poin la necessità di mantenere l’impegno assunto  per assicurare che ogni azione volta a mitigare il cambiamento climatico abbia le appropriate misure di conservazione ambientale, che i progetti siano assoggettati a Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e Valutazione Ambientale Strategica (Vas), tenendo in considerazione le specie tutelate dalla Convenzione di Bonn e le disposizioni della Risoluzione 10,19 dell’Unep(adottata nel 2011), relativa alla Conservazione delle Specie migratrici e al Cambiamento Climatico. L’importanza della Valutazione Ambientale Strategica viene ribadita anche quando Lenten richiama un’altra risoluzione, la 7.5, che prevede l’attuazione di questa procedura in caso di sviluppo consistente di impianti eolici.


Nota del 18.10.10 del Ministero Ambiente
e della tutela del territorio e del mare (Governo Belusconi, Ministro Stefania Prestigiacomo dal 2008 al 16.11.11): “si concorda con quanto riportato nelle segnalazioni, ovvero che una valutazione ambientale appropriata delle interferenze causate dai singoli impianti (di energie rinnovabili nda) non può prescindere dalla considerazione dell’effetto cumulo di tutti gli altri interventi programmati ad insistere sulla medesima area e che quindi, in un’ottica più ampia, sarebbe necessario sottoporre tutte le proposte relative alla categoria di impianti di energia da fonti rinnovabili, quindi anche per la tipologia degli eolici, a procedura di Valutazione Ambientale Strategica”.

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