Report Approfondimenti

Benvenuti su Marte. Se attingete citate l'autore: Maria Trozzi

Reliquia Wojtyla Il miracolo della moltiplicazione dei sacri resti

Inchiesta sulla reliquia di Wojtyla

Karola Wojtyla

Reliquia dossier. Il miracolo della moltiplicazione dei sacri resti di Wojtyla

Sarebbero tre, al massimo quattro. Sarebbero uniche al mondo anche se non sono così rare. Girano la Magna e la Spagna, non solo l’Italia, finiscono esposte nel continente Africano, in Nigeria, ma anche in un istituto di suore degli Stati uniti d’America e, naviga che ti naviga approdano su Internet. Sono dappertutto le reliquie di papa Wojtyla, la gran parte affidate dall’arcivescovo di Cracovia Stanisław Dziwisz, poche ma buone quelle consegnate in permanente custodia, a santuari, associazioni e cappelle, dal cardinale Slawomir Oder, Postulatore delle cause di beatificazione e canonizzazione di Ioannes Paulus PP. II.

Si tratta dei frammenti sacri legati al papa polacco cui sembra riservata la stessa sorte che tiene in forse l’autenticità di alcune reliquie di calibro. Una per tutte? La presunta testa di san Giovanni Battista esposta a Roma, nella chiesetta di San Silvestro in Capite. Il problema è che altre potenziali teste del Battista sono sparse in tutto il mondo: una nel palazzo di Topkapi ad Istanbul in Turchia, un’altra in Germania a Monaco di Baviera, ancora una a Damasco, capitale della Siria e l’ultima nella città francese di Amiens. Nelle raffigurazioni anche il dio induista Brahma viene rappresentato con non più di 4 teste. Il record del Battista, 5 teste uniche, è davvero insuperabile! Nessuna smentita ufficiale sarebbe mai arrivata dalla città Leonina per fare maggiore chiarezza sulle migliaia di frammenti sacri attribuiti a santi di spessore, elementi che dovrebbero essere naturalmente unici poiché sono organi e parti irripetibili del corpo umano. I sacri reperti si moltiplicano a vista d’occhio tanto da far credere al miracolo, con un’unica eccezione se consideriamo i denari presi da Giuda Iscariota per tradire il Cristo, uno solo dei trenta sarebbe stato conservato, oggi è custodito nella sacrestia della Collegiata di Santa Maria di Visso (Mc), esisterebbe persino la sacca che li avrebbe contenuti, vuota però!

Strana moltiplicazione sta capitando alla stoffa, intrisa di sangue, dell’abito corale di Karol Wojtyla, l’atleta di Dio. Con la veste ecclesiastica del pontefice, indossata il 13 maggio 1981, ci sarebbe da coprire una legione intera di fedeli. Il sangue versato dal papa, nell’attentato di piazza san Pietro, rimpinguerebbe la banca del sangue per i prossimi 64 anni, esattamente quelli trascorsi dalla prima apparizione della Madonna di Fatima al giorno in cui il terrorista turco, Mehmet Ali Ağca, da una distanza di 3 metri e mezzo, sparò 2 colpi di pistola contro il papa affezionato al culto mariano. I proiettili sono stati esplosi da una pistola Browning calibro 9.

Della reliquia ex sanguine di papa Wojtyla custodita in Abruzzo, in provincia di L’Aquila, ne esisterebbero appena 3 o meglio 4 esemplari ..unici al mondo. Così dichiarano giornalisti e riportano i giornali pubblicando nei giorni successivi al furto sacrilego. A conti fatti, dopo una breve ricerca, di reliquie gemelle ne certifichiamo almeno il doppio.

A mettere la pulce nell’orecchio è la dichiarazione del Vescovo vicario di L’Aquila, Giovanni D’Ercole che, una volta ricomposta la reliquia del santuario violato di san Pietro della Jenca, rubata nella notte tra il 25 e 26 gennaio, si accorge che mancano alcuni filamenti della garza (?). Dall’arcidiocesi dell’Aquila contatta direttamente Monsignor Oder per chiedere che venga inviato un nuovo frammento da affidare alla venerazione. Una nuova reliquia del papa da canonizzare il 27 Aprile 2014? Il che significa 8 reliquie gemelle ricavate dalla corale di Wojtyla il giorno dell’attentato! Fanno meno rumore i viaggi della reliquia ex corpore del Beato Giovanni XXIII, il papa buono da santificare lo stesso giorno.

La richiesta di un nuovo resto sacro del papa atletico fa frullare in testa una domanda. Le reliquie ex sanguinis di Wojtyla moltiplicano a vista d’occhio e su richiesta dei fedeli? Non stupisce il racconto che i vangeli di Matteo e Marco fanno della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Viene da pensare che la stessa cosa possa accadere per la reliquiae. Siamo difronte ad una crisi della fede che impone rilanciare luoghi e oggetti per foraggiare la santità di certe imprese?

Quanto sangue versò Papa Giovanni Paolo II nell’attentato del 1981 e quante sono davvero le reliquie autentiche, che gli attribuiscono, esposte perpetuamente nei santuari, nelle chiese, affidate a certe associazioni e custodite nelle diocesi italiane? I devoti di qualche comunità dovranno mica rinunciare alla reliquia originale di Wojtyla per rendere un po’ di felicità cristiana alla sfortunata comunità dei ferventi credenti aquilani in preghiera alle pendici del Gran Sasso?

Nel giro di una domenica pomeriggio, on line, scoviamo 6 reliquie di sangue riferite a Giovanni Paolo II, dovevano essere solo 4 però! Naturalmente si tratta delle sacre garze affidate in modo permanente ai santuari italiani. Troviamo altre due sacre garze del pontefice e, lungo andare, anche due ampolle gemelle con del sangue di Wojtyla prelevato dai medici il giorno della sua morte. É già abbastanza come risultato, ma la ricerca non soddisfa e per questo continua.

“Malgrado la perdita di tre litri di sangue stia per provocare la morte per dissanguamento, il cuore regge.. L’intervento è portato a termine con successo.“ (Giacomo Galeazzi, Ferruccio Pinotti: Wojtyla segreto. Edizioni Chiarelettere 2011, pp. 74-75)

Superiamo, in primis, il gioco di parole che porterebbe derivare da una locuzione siffatta: “Nel mondo ne esistono altri tre esemplari, recanti il sigillo del Vaticano, tra cui uno conservato nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, a Roma (dal quotidiano on line Prima da noi). La scusa è buona anche per individuare una delle tante reliquie gemelle di San Pietro della Jenca (Aq).

L’autenticità assicurata dal sigillo del Vaticano. Potrebbe capitare che alcune delle reliquie gemelle siano state distribuite da Monsignor Oder e dall’Arcivescovo Dziwisz senza il marchio sacro. L’invito rivolto ai fedeli è di verificare che le sacre spoglie siano munite di sacri certificati di garanzia e che la consegna avvenga con tanto di cerimonia religiosa ufficiata dai monsignori designati al conferimento, ignorando persino il fatto che l’ostensione delle reliquie di Giovanni Paolo II avviene sempre in luogo consacrato e con tanta somma ufficialità. Sembra diffondersi, soprattutto in quest’ultimo periodo, una sorta di campagna elettorale del sacro, dopo le primarie di beatificazione, nelle parrocchie di mezza Italia passa e si distribuisce il sacro cimelio, per sensibilizzare alla santificazione finale di Wojtyla.

– In riferimento alla Chiesa di santo Spirito in Saxia, un tempo, una delle parrocchie del rione che cingeva la basilica di san Pietro, dunque la parrocchia del pontefice, sappiamo che nel 1986 venne elevata a chiesa rettoria e affidata a Monsignor Jozef Bart, rettore polacco, ordinato sacerdote da Giovanni Paolo II il 25.5.1986. nella Chiesa di santo Spirito in Sassia è conservata una reliquia insanguinata di Wojtyla.

– La ricerca si porta avanti. L’ampolla con il sangue prelevato, l’ultimo giorno di malattia, a Karol Wojtyla, prima della sua morte, sarebbe custodita nella chiesa di San Maria dell’immacolata di via Monza a Roma, nel quartiere Appio Latino. Le suore preservano l’intero reliquiario a forma di libro che venne rubato il 28 agosto 2012 ad un parroco di Provincia, Don Augusto Baldini, per 24 anni parroco di Santa Maria dell’Assunta e del santuario di Allumiere. La refurtiva venne recuperata poche ore appena dopo il furto. Sembra che il sacerdote, qualche tempo dopo l’inquietante episodio, si sia dedicato esclusivamente al santuario di Allumiere dove era stato esposto il reliquiario ..opera dello scultore Carlo Balljana, il cui originale è in bronzo argentato e dorato, il reliquiario ha la forma di un libro. Su una pagina è riprodotto il pastorale con il Cristo crocifisso e sotto è posta l’ampolla con il sangue di Wojtyla. Nella pagina accanto lo stemma pontificio con la scritta «Non abbiate paura», la frase celebre del pontefice polacco morto nel 2005” (estratto da Il quotidiano Il Tempo Roma)

Dell’Ampolla si racconta che i medici prelevarono il sangue in prospettiva di una trasfusione al pontefice che purtroppo morì poco dopo. Il sangue fu sistemato in 4 contenitori. Due furono donati all’arcivescovo di Cracovia e gli altri due furono lasciati all’ospedale Bambin Gesù di Roma e, il giorno la beatificazione del pontefice, vennero collocati nei reliquiari gemelli. Questo spiega perché altre fonti collocano l’ampolla col sangue, sempre nella capitale, ma nella chiesa di santa Maria dell’Immacolata e san Giuseppe Benedetto Labre . Ciò potrebbe spiegare l’equivoco di considerare la stoffa imbevuta del sangue di Wojtyla una reliquia più unica che rara, con solo tre gemelle al mondo, quando invece ce ne sono almeno 7 di gemelle?

Riprendiamo il conto delle reliquie di sangue di Giovanni Paolo II relative all’attentato di 33 anni fa.

– Quella rubata e recuperata in provincia di L’Aquila;

– una esposta nella chiesa di Saxia;

– ancora una custodita a Perugia, a Todi, precisamente nel santuario di Collevalenza. L’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, dichiara ai giornalisti di aver ricevuto dal cardinale Stanislaw Dziwisz una preziosa reliquia del sangue del papa custodia nel santuario dell’Amore misericordioso dove Karol Wojtyla si recò, il 22 Novembre 1981, per la sua prima uscita pubblica dopo l’attentato. Wikipedia viene in nostro aiuto e conferma che una reliquia di Giovanni Paolo II, costituita da un frammento di tela bagnato del sangue del beato, è stabilmente posizionata nel santuario dal 6 Aprile 2013.

– La quarta gemella dovrebbe essere l’ultima della serie, ma in realtà non lo è. Viene conservata nel santuario della cappella del Campus biomedico di Roma, è lì dall’Aprile 2012. É stata donata con tanto di cerimonia religiosa dal Postulatore per la causa di canonizzazione di Giovanni Paolo II, il cardinale Oder.

– Indietro di qualche annetto e sveliamo le coordinate della quinta reliquia. É custodita gelosamente da Giovanni Bongiovanni, Monsignore di Piazza Armerina, Comune della provincia di Enna. Don Liborio Tambè ne fa richiesta all’alto prelato i primi giorni di novembre (2011), per un’ostensione a Barrafranca, sempre nella provincia siciliana. Il vescovo accetta di affidare, per tre giorni, il sacro resto alla parrocchia di Maria Santissima D’Itria. Si tratta della reliquia donata alla diocesi dal componente della prefettura della Casa pontificia, Arcivescovo Metropolita di Cracovia Dziwisz. La reliquia fu donata in occasione del pellegrinaggio tenuto in Polonia nel mese di ottobre, dello stesso anno, da alcuni sacerdoti della diocesi di Armerina accompagnati da un alto prelato, Mons. Michele Pennisi.

– La sesta gemella sarebbe esposta permanentemente, da Ottobre 2012, a Benevento, Capoluogo di provincia della regione Campania: “Per l’occasione il Cardinale (ndr Giovanni Battista) Re porterà da Roma una Reliquia ex sanguine di Papa Wojtyla e al termine della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico, con la consegna delle pergamene ai laureati, si svolgerà una breve processione aux flambeaux dal Seminario alla chiesa di San Gennaro, dove la Reliquia, donata dal Postulatore della Causa di canonizzazione del Papa polacco Mons. Slawomir Oder, resterà permanentemente esposta alla venerazione dei fedeli” solo su questa reliquia nutriamo leggerissimi dubbi per lo stazionamento permanente nella chiesa di san Gennaro e ammettiamo la possibilità che possa anche non esserci, ma le tracce lasciate dai quotidiani campani confermano che la reliquia in questione è proprio lì.

Sempre in Campania, ma il 16 luglio 2011 a Caserta, della vendita della reliquia di Wojtyla tratta un articolo del quotidiano Il Mattino. La pubblicazione mette subito in agitazione Monsignor Slawomir Oder. Dalla segnalazione de Il Mattino deduciamo che la reliquia ex-indumentis, piuttosto simile a quella di san Pietro della Jenca, è gestita dall’associazione Accollatori di sant’Anna che ne sono entrati in possesso per averne fatto richiesta al Postulatore della Causa di Canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II. Il problema è che sul pezzo è scritto che la reliquia viene venduta e si indica persino la procedura da seguire per ottenere una reliquia:

“..si compila un modulo che si può richiedere all’indirizzo di posta elettronica postulazione.segreteria@vicariatusurbis.org e si riceve un brandello della veste indossata dal papa, accompagnata da un Santino con un’invocazione per richiedere una grazia. Il pagamento può essere effettuato con bonifico, carta di credito, conto bancario della sede di Roma della Banca di Credito Artigiano e conto corrente intestato alla Postulazione per la causa di beatificazione e canonizzazione di Wojtyla.”

La precisazione di Monsignor Oder non si fa attendere : “..l’Ufficio della Postulazione distribuisce, in forma assolutamente gratuita e al solo fine spirituale, i santini contenenti la preghiera e l’”ex indumentis” del Beato Giovanni Paolo II a chi ne fa legittima richiesta per la devozione personale. L’ufficio della Postulazione ha sempre reagito con dovute denunce e proteste ogni qualvolta veniva a conoscenza di abusi compiuti da chi, legittimamente e gratuitamente entrato in possesso delle reliquie del Beato, cercava di farne uso commerciale, contravvenendo la legge della Chiesa.”.

E ci fermiamo qui, per il momento “Se mi sbaglio mi corrigerete” mutuando parole che, il 16 Ottobre 1978, pronunciò Karol Wojtyla appena eletto papa. MARIA TROZZI

Annunci

Un commento su “Reliquia Wojtyla Il miracolo della moltiplicazione dei sacri resti

  1. Pingback: L’Aquila. Sms spinti del sacerdote, il destinatario lo ricatta e viene arrestato | Report-age.com

Grazie per l'intervento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Questo è un blog

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Parte delle immagini di questo blog viene dalla Rete e i diritti d'autore appartengono ai rispettivi proprietari.

Vaso in pietra della Majella

Foto Maria Trozzi

Sulmona2013. Differenze. Il vaso poi è ricomparso. Sarà lo stesso?

Cecia Lascia ‘Stu Strunz !

Foto Maria Trozzi

Fontana Ovidio Fonte d'Amore

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: