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Taglio degli alberi in Valle Peligna. Piantatela!

Foto Maria Trozzi (21.10.2012)

Abbattimento di alberi per la ripulitura dei canali irrigui

di Maria Trozzi

La chiamano ripulitura dei canali a terra, ma sta diventando qualcosa di più di una semplice pulizia. Una decina di specie di piante della valle sono in pericolo, centinaia di alberi stanno per fare una brutta fine. La natura chiede aiuto, se ascoltata potrà evitare qualche futura calamità. Molti alberi sul ciglio delle strade comunali e nelle campagne, sempre nei pressi dei corsi d’acqua, vengono abbattuti, alcuni fusti sono segnati con un disco rosso, ma tanti altri non presentano alcun segno. Il disco rosso sarebbe il simbolo con cui il Consorzio di bonifica della valle Peligna indicherebbe gli arbusti da abbattere, ma l’operazione sta prendendo una brutta piega e compromette anche delle piante che non recano alcun fastidio né danneggiano i canali irrigui. Perché tagliare gli alberi? Devono essere eliminati dal tracciato dei condotti perché danneggiano le condotte a causa di radici e fusti ingombranti. In realtà, dei 7 tronchi destinati a diventare legna da ardere, su via Pola a Sulmona (Aq)  verso l’incrocio con la strada statale 17, solo un fusto ha rovinato la protezione in cemento del canale. Per il resto le  radici tengono il terreno delle condotte spesso prive di argini di contenimento e protezione sul bordo delle strade come sul viale che conduce all’incrocio delle Marane, frazione di Sulmona. Proprio lì sono una ventina gli alberi abbattuti, arbusti che erasno in salute e che con le loro radici arginavano i fossati privi di cemento dai quali scorre l’acqua per irrigare le campagne. Tagliarli è controproducente, ma sembra non capirlo chi procede all’abbattimento. Soprattutto nella aree coinvolte da questo genere di bonifica, per i prossimi anni, cedimenti di terreno e avvallamenti sono più probabili a causa del vuoto lasciato dagli alberi tagliati, le radici purtroppo non imbrigliano nè saldano più la terra. Conseguenze come frane e smottamenti sulle strade metteranno a rischio anche la circolazione veicolare. Prepariamoci a pozzanghere grosse come piscine e ad allagamenti degli algidi terreni spianati in tutto il comprensorio Peligno. Proprio sul vialone che precede un incrocio, all’ingresso orientale del capoluogo peligno, sono stati annientati due grossi pioppi, mentre i tronchi sminuzzati di una decina di alberi già tagliati sono pronti a finire in qualche camino locale.

Ogni anno, con  un manifesto affisso nella bacheca del comune, il Consorzio di bonifica, con sede a Pratola Peligna (Aq),  avvisa i proprietari delle terre del comprensorio della necessità di provvedere alla risistemazione dei canali irrigui. Quest’anno però sembra che a molti contadini qualcuno abbia chiesto, ma a voce, di provvedere in maniera risolutiva al taglio degli alberi che fiancheggiano i canali irrigui che corrono sulle loro terre. I fusti comprometterebbero il tracciato dell’infrastruttura che veicola le acque. Si tratta di querce, noci, faggi, pioppi, alberi da frutto e abeti secolari che sinceramente non sembrano recare alcun fastidio alla rete di canali.

Molti coltivatori non se la sentono di eliminare gli alberi, un po’ per tradizione e un po’ per la spesa che richiede l’abbattimento, ma il timore che poi l’acqua non arrivi nelle loro campagne ha il sopravvento e li spinge ad operare un taglio netto. L’operazione di bonifica si sarebbe dovuta concludere i primi di ottobre, ma  una strana proroga ha allungato i tempi dei tagli fino a febbraio/marzo del prossimo anno. Da dove arrivano queste istruzioni ai contadini che, d’altro canto, potrebbero lasciare campo libero ad una vera e propria deforestazione della valle? Qualcuno potrebbe profittare per fare piazza pulita di piante! Così è facile perdere il controllo della situazione spingendo, è probabile, ad un taglio indiscriminato di alberi su tutto il comprensorio senza più freno e senza alcun criterio. Un abbattimento che sarebbe utile anche per soddisfare la necessità di procurarsi legna per l’inverno o di venderla a prezzi agevolati, la crisi incombe e si potrebbe sbarcare il lunario anche approfittando di questa situazione. Tutto a scapito della collettività che degli alberi non può fare a meno soprattutto se il fenomeno dell’inversione termica in valle Peligna impone un ricambio d’aria che arrivi almeno dalle piante, date le parsimoniose correnti.

I prigionieri austriaci confinati nel campo di Fonte d’Amore, a due passi da Sulmona e nell’area Parco della Majella, furono impiegati per il rimboschimento del monte Morrone durante la prima guerra mondiale. Se anche fosse necessario il taglio, se anche fossero centinaia gli alberi da abbattere oggi in valle Peligna perché intrappolati dai canali irrigui, un’operazione così radicale dovrebbe assicurare, in primis, che per ogni albero dal destino segnato si provveda a piantarne o a farne nascere un altro, magari a distanza dal corso d’acqua utile per irrigare le campagne . Così si fa in altre regioni e in aree civilizzate!

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Un commento su “Taglio degli alberi in Valle Peligna. Piantatela!

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