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Rapagnà e Letta. Le due facce della medaglia

MariaTrozzi 2.10.2012

L’ex parlamentare con gli inquilini dell’Ater protesta di fronte all’Emiciclo perchè le case popololari devono ancora essere ricostruite

Medaglia a Letta per il suo impegno nell’Abruzzo del terremoto e protesta, fuori dall’Emiciclo, per le case popolari da ricostruire

Maria Trozzi

L’AQUILA. All’Emiciclo l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Autorità schierate e toni ufficiali:”Per la prestigiosa carriera giornalistica e per lo straordinario e appassionato impegno profuso a favore del suo Abruzzo, colpito dal terremoto del 2009″ con questa motivazione l’on. Gianni Letta sta per ricevere la medaglia Aprutium. Pochi metri più in là, in linea d’aria, Pio Rapagnà, ex parlamentare radicale, chiede una rapida ricostruzione dell’edilizia residenziale pubblica per l’Aquila. Ad agosto del 2009 vennero stanziati 107 milioni di euro per interventi sulle case di proprietà dell’Ater e 43 milioni di euro per quelle di proprietà del Comune dell’Aquila e degli altri comuni del cratere. Dopo tre anni l’Ater ha avviato solo 82 interventi, alcuni già conclusi, per la riparazione leggera di circa 920 appartamenti classificati A, B e C, di cui 595 di proprietà dell’Ater e 325 di proprietà degli assegnatari che hanno riscattato l’abitazione.  In dialetto quasi aquilano Rapagnà denuncia: “La ricostruzione pesante degli edifici classificati E di proprietà dell’Ater e del Comune, pur essendo stata affidata al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche è ancora bloccata e nessun cantiere è stato aperto. Nel frattempo tutti gli inquilini, ovunque sfollati, dovranno pagare un canone di compartecipazione per coprire le enormi spese di manutenzione e di condominio dei Complessi CASE, MAP, Fondo Immobiliare e Affitto concordato, con gli arretrati”. Microfono ad altezza d’uomo con un filo collegato agli altoparlanti saldati sul tettuccio dell’auto ferma sulla Villa comunale. Il timbro di voce dell’onorevole Rapagnà è inconfondibile, snocciola i costi degli ex inquilini delle case popolari : “Il pagamento di un canone mensile di 2,6 euro al metro quadro è stato deciso dalla giunta e dal consiglio comunale dell’Aquila e viene richiesto a tutti gli assegnatari di alloggi Map e Progetto Case o Fondo Immobiliare o in Affitto concordato che alla data del sisma occupavano l’abitazione danneggiata a titolo personale di godimento”. Ad ascoltarlo sono quelli degli alloggi popolari che si sono visti rifiutare dal Consiglio aquilano la proposta di far pagare agli inquilini dell’Ater e del comune lo stesso canone sociale  che pagavano prima del terremoto. Il comune dovrà tenere conto dei criteri di calcolo stabiliti dalla legge regionale n. 96/96 che rispetta il reddito netto effettivo delle famiglie. “Però, proprio in questi giorni _ punta l’indice e i fogli verso l’Emiciclo, Rapagnà fa sapere che “La Giunta regionale di centrodestra del Presidente Chiodi, su proposta dell’Assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica  Angelo Di Paolo, ha già deliberato un Progetto di legge che, se approvato anche dal Consiglio regionale, abroga cioè annulla la legge regionale n.96/96 della quale i sindaci del cratere dovrebbero tenere conto nello stabilire e calcolare un eventuale canone provvisorio di locazione per le famiglie ancora sfollate”. Sono trascorsi 3 anni e mezzo dal terremoto del 6 aprile e il Movimento Inquilini Assegnatari, Mia casa d’Abruzzo, sollecita un maggiore impegno del Consiglio regionale e del presidente Gianni Chiodi, del Provveditorato per le opere pubbliche, dell’Ater della provincia dell’Aquila, del Comune e del sindaco Massimo Cialente e del Ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca. Nel corso del suo intervento Rapagnà ripercorre le vicissitudini dei cittadini sfollati dalle case popolari. L’espressione è tragi-comica, gesticola Rapagnà rivelando i misfatti degli amministratori.  Col suo mimo l’onorevole intrattiene l’uditorio, oltre due ore di racconto_ Il Ministro Fabrizio Barca ha il dovere di dire una parola chiara sul ruolo del Provveditorato interregionale alle opere Pubbliche che ha avuto il compito di “ricostruire” gli immobili di edilizia residenziale pubblica regionale e comunale classificati E – inagibili. Il 30 novembre 2009 fu stipulata l’intesa tra i “soggetti attuatori” con la quale veniva assegnata all’Ater dell’Aquila la “riparazione, con consolidamento sismico” degli alloggi classificati A, B e C, mentre la “ricostruzione pesante” degli alloggi classificati E di proprietà dell’Ater e del Comune dell’Aquila veniva lasciata al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, sede coordinata dell’Aquila. Il 14 febbraio 2012 è stata fatta una modifica alla convenzione del 30 novembre 2009 secondo la quale viene affidata all’Ater la responsabilità anche della ricostruzione pesante, ma solo degli edifici classificati E, a totale proprietà pubblica e gli edifici misti restavano al Provveditorato, il quale avrebbe potuto indire le gare d’appalto solo dopo aver ricevuto dall’Ater i progetti esecutivi e la documentazione progettuale degli interventi. Dopo più di tre anni non ci sono stati accordi tra Provveditorato Interregionale e il Comune dell’Aquila per la ricostruzione delle “Case Comunali” e degli altri alloggi che sono ancora tutti abbandonati all’incuria e al degrado materiale e sociale_ grida Rapagnà _ I fatti oggi sono questi e nessuno può dire che la situazione non è preoccupante! La Regione Abruzzo, il Consiglio regionale e il Comune dell’Aquila hanno perduto e stanno perdendo tempo prezioso e non utilizzano tutti i finanziamenti già disposti”.

Nemmeno a farlo a posta i pacifici manifestanti di fronte all’Emiciclo sciolgono il presidio contemporaneamente alla chiusura della cerimonia consacrata all’on. Gianni Letta, a cui la Regione riconosce ufficialmente l’impegno profuso a favore del suo Abruzzo colpito dal terremoto del 2009. Indisturbato e forse inconsapevole della protesta, con i suoi angeli custodi, auto blu e codazzo al seguito, l’onorevole se ne va.

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Questa voce è stata pubblicata il 10/02/2012 da in Edicola con tag , , , , , , , , , , , , , , , .

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