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Autunno caldo in Comune, lavoratori pronti alla rivolta

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Maria Trozzi

L’autunno caldo annunciato ai poveri italiani si fa bollente a Sulmona, in provincia di L’Aquila.  Sarebbero a rischio altri 7O posti di lavoro creati ed occupati grazie alle cooperative dei servizi esterni del Comune. A soffrire sono i lavoratori impigliati nelle maglie della crisi peligna, poco economica e molto politica.

Il percorso obbligato per salvarli, fa intendere il sindaco di Sulmona Fabio Federico, sarebbe l’aumento dell’Imu sulle seconde case, quel più 2% che i consiglieri ribelli non vogliono proprio votare! Le dimissioni bussano alle porte?

“Sembra un copione già visto ai tempi della giunta La Civita _ obietta un attempato amministratore locale che ricorda quando, sei anni fa, Sulmona fu commissariata _ perché il governo cittadino non volle sobbarcarsi la responsabilità di aumentare le tasse alla popolazione” erano già evidenti i dissesti del bilancio comunale.

Possibile che per salvare baracca e burattini non vi sia altra via d’uscita?

Si possono garantire 3O lavoratori già mandati a casa e gli altri quaranta in procinto di perdere il posto di lavoro rastrellando  tra le pieghe del bilancio  quanto è necessario per soddisfare il bisogno finanziario?

Il messaggio che passa è che senza l’aumento dell’Imu, per le seconde case, non si potranno rinnovare i contratti ai 7O lavoratori dei servizi esterni. Fanno gioco a qualcuno lamentele, scioperi ed occupazioni, strade sporche e uffici chiusi. Rimostranze che non spiacciono  .. ma a chi? Non di certo ai pacifici lavoratori che non devono essere strumentalizzati, parliamo di quelli degli uffici e dei trasporti, della pulizia e della nettezza urbana, dello scuolabus e della manutenzione per questi ultimi la cassa integrazione in deroga opera almeno fino a novembre. Spiace certo all’opposizione consiliare che, nonostante tutto, non capisce ragione e rinforza le sue fila con gli insensibili ribelli comunali, loro fanno la parte dei cattivi della situazione, quelli che vogliono mandarci tutti in malora. Cosi’ hanno messo a credere, ma sono davvero loro i veri responsabili del tracollo dell’occupazione in città?

Ahinoi! Abituati ad essere bombardati dai media nazionali e locali abbiamo dimenticato che quel che sembra non è! Cosi’ ci accingiamo a fare un po’ di chiarezza nelle spire pronunciate della confusione che rischia di inghiottire le menti di molti sulmonesi!

Per salvare i 7O lavoratori basterebbero circa 25O mila euro che garantirebbero i livelli occupazionali locali almeno fino a dicembre.

Con l’aumento del 2% dell’Imu, sulle seconde case, si vorrebbe invece coprire l’intero buco comunale che ammonterebbe a circa 1 milione e 2OO mila euro, garantendo anche la competenza per operare nel futuro prossimo anteriore, cioè oltre il mandato di questo sindaco. L’aumento di un’imposta è sempre  impopolare e chi si vuole candidare sa che la strada da percorrere è un’altra.

Cominciamo da questa mattina, Lunedi’, quando l’intenzione dei lavoratori delle cooperative era di occupare l’aula consiliare, almeno fino a mezzogiorno. Alle 16 del pomeriggio una cinquantina di persone si ritrovano, tutte tranquille, a parlare con il primo cittadino nell’auletta Est della sala del consiglio comunale. Tutte perse sulle parole rassicuranti di Federico e degli assessori, a sostenere le contestazioni dei lavoratori sono i sindacati di categoria, presenti all’incontro. Partiranno in missione, la mattinata di domani,  Martedi’, il Presidente del Consiglio comunale Nicola Angelucci e la Segretaria comunale Franca Colella. A far che?

La delegazione è preceduta da un fascicolo inviato al Prefetto per chiedere un parere sulla possibilità che il Consiglio comunale possa comunque decidere sul riequilibrio di bilancio, nonostante la proposta sia stata bocciata in Commissione. Si prende tempo?

Non basta una telefonata a spiegare via cavo gli atti e le necessità impellenti di questo comune perché da un lato il Regolamento del Consiglio comunale prevede che per il riequilibrio di Bilancio è necessario un passaggio in Commissione con voto favorevole, mentre dall’altro c’è l’art 193 del Testo unico degli enti locali, norma di rango superiore, che sancisse che il riequilibrio di bilancio è deciso direttamente dall’assise civica.

In attesa della pronuncia prefettizia scadranno altri quattro contratti Co.co.co.., ma magari ci salviamo dalla crisi politica!

Hai detto niente! Mica si perde di vista qualcosa, qualcuno?

Si parlava di 7O lavoratori delle cooperative che operano per il Comune. Da sabato stringeranno ulteriormente la cinghia altri quattro lavoratori, fino ad ora retribuiti dalla Regione Abruzzo che non ha però rinnovato i contratti chiudendo i rubinetti dopo 5 anni. Chi sta pensando a loro?

Loro che guadagnano, ma è meglio scrivere, guadagnavano settecento quarantasette euro al mese, loro che lavoravano trenta ore a settimana senza diritto a ferie e indennità di malattia. Caso disperato poi è quello di un padre con 5 persone a carico, unico in famiglia a lavorare, da sabato che fine farà questa famiglia e cosa ne sarà delle altre e di quella con due bimbe da crescere e l’ennesimo papà disoccupato? Altro che dimissioni e crisi politica!

Quaranta lavoratori fortunatamente ancora impiegati dalle cooperative, non si sa ancora per quanto tempo, sono legati imprescindibilmente a contratti a scadenze  snocciolate.

Una soluzione potrebbe essere l’esternalizzazione dei servizi, a partire da quello di nettezza urbana, un’altra sarebbe, prefetto e opposizione permettendo, l’approvazione  della variazione di bilancio che però metterebbe alla berlina quanti in Commissione hanno detto no al riequilibrio e agli aumenti dell’Imu. E allora che si fa?

L’asso dalla manica dal bilancio un po’ sdrucito assicurerà i posti di lavoro, ma per il sindaco e la sua giunta non c’è speranza, almeno loro un altro lavoro già ce l’hanno e crediamo anche ben retribuito !

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