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Benvenuti su Marte. Se attingete citate l'autore: Maria Trozzi

I giovani di Pratola Peligna a lezione di Albanese

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Maria Trozzi

Corsi di lingua albanese a Pratola Peligna per le nuove generazioni della comunità che in questo grazioso comune della provincia dell’Aquila conta circa 450 individui. E’ la prima città del comprensorio Peligno a organizzare lezioni atte a proteggere la cutura che figli e nipoti di migranti rischiano purtroppo di dimenticare. Sono indirizzati proprio a loro  i corsi in lingua organizzati dal  Lions Club e dall’Associazione italo-albanese nell’ambito del progetto Service Internazionale dell’Alfabetizzazione,  sostenuto finanziariamente dalla Bcc (Banca di Credito Cooperativo). All’istituto comprensivo Gabriele Tedeschi di Pratola Peligna un’ aula è interamente dedicata e attrezzata per i 45 giovani iscritti  che comincerann0 le lezioni dal primo ottobre, due giorni a settimana il pomeriggio. “Possiamo allargare l’insegnamento della lingua albanese ai nostri alunni e agli adulti” ha annunciato Renato Di Cato, Dirigente scolastico dell’Istituto Tedeschi e molte madri italiane sembrano interessate. 

Dalla sala consiliare all’istituto Tedeschi la giornata è stata piena di emozioni per i giovani nipoti e per i figli di migrati che hanno conosciuto personaggi importanti della loro terra d’origine e hanno visitato l’aula in cui impareranno la lingua dei loro padri. In tarda mattina il sindaco di Pratola Peligna Antonio de Crescentiis ha ricordato che , come tante altre reatà abruzzesi, il Comune di Pratola è stato soggetto a flussi migratori quasi emorragici e anche per questo  il primo cittadino si sente vicino alla comunità albanese. Per quelle pratolane immigrate in Canada e negli Stati Uniti, l’Italia va fiera, sono parte integrante  della comunità abruzzese, seguono costantemente le avventure della loro terra e aiutano in caso di difficoltà. Pratola Peligna dimostra però in ogni occasione l’affetto che la lega ai pratolani lontani.

Per poter accedere all’ aula dei corsi in lingua albanese, a De Crescentiis toccato il nastrino rosso simbolo dell’Albania e all’ambasciatore Leshi Kola spetta quello tricolore da tagliare. Alla presentazione dell’iniziativa non sono mancati il sindaco di Durazzo, Dako Vangjush, e il parlamentare Klosi Blandi, già ministro dell’istruzione in Albania.

“Ai giovani nati in Italia vogliamo dare la possibilità di studiare l’albanese e impararlo” riferisce Gabry Di Mattia, Presidente del Lions Club, l’associazione umanitaria che fornisce anche libri bilingue, italiano e albanese, sulla figura di madre Teresa. La prospettiva è di allargare i corsi anche alle altre comunità albanesi del comprensorio. Pratola Peligna conferma di essere davvero la città dell’accoglienza, dove trovano spazio e rispetto differenti culture che si sviluppano in questo comune anche nel nome dell’integrazione fatta di gesti e non solo di parole. Una popolazione variegata diventa così una grande comunità ..multietnica!

Sono trascorsi vent’anni dallo sbarco in Puglia, ad Otranto, a ricordarlo è l’ambasciatore albanese in Italia Leshi Kola che al folto pubblico dell’aula consiliare racconta: “Gli albanesi venivano in Italia per costruire un futuro migliore e diverso da quello che altrimenti avrebbero avuto e in vent’anni ce l’hanno fatta. Non c’è voluto molto, grazie alla loro capacità e alla vostra ospitalità _ il diplomatico albanese sorride al primo cittadino di Pratola Peligna _ Siamo orgogliosi di questa comunità albanese che è un ponte di buoni rapporti e d’integrazione. L’apertura di questa scuola e di questi corsi deve essere ricordata perché è un passo avanti verso la strada che ci condurrà all’Unione Europea. In Italia siamo la comunità più integrata _ l’ambasciatore si rivolge allora ai connazionali in aula e con orgoglio _ Siamo ben integrati, ma non assimilati! Perché la nostra comunità ha le sue tradizioni”. Corre il centesimo anno dall’indipendenza dello stato albanese ed il contributo degli Arbёreshe migranti in Italia, circa mezzo milione, è stato indispensabile per lo stato albanese che solleva con orgoglio la bandiera della Repubblica assieme a quella di altri stati. All’ingresso dell’istituto comprensoriale Gabriele Tedeschi spicca il rosso del vessillo albanese e il Tricolore, affianco alla bandiera dell’Unione Europea. Ne è fiero l’ambasciatore, ne sono orgogliosi il sindaco di Durazzo, Dako Vangjush, e il ministro albanese dell’istruzione Klosi Blandi. E’ anche grazie a donne e uomini che, lontano dalla terra madre lavorano e si sacrificio, che l’Albania si sta risollevando dal tracollo degli anni ‘90. Perseveranza chiede l’ambasciatore e soprattutto: “Andate avanti con la lingua albanese _ è l’invito che il diplomatico rivolge ai suoi connazionali _ siete coloro che approfondiranno l’amicizia storica e la cooperazione fruttuosa tra l’Albania e l’Italia”.  

 

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