Report Approfondimenti

Benvenuti su Marte. Se attingete citate l'autore: Maria Trozzi

No ai rifiuti industriali, ma in Regione l’idea è già destinata alla valle Peligna

In questo documento, una pagina della delibera regionale in cui si collegano idee progettuali per la valle Peligna che vanno dal “completare il ciclo della filiera del rifiuto alle piattaforme per rifiuti industriali e depuratore per vasta area …”

Chi mai sarà passato in Regione a dire Sì alla piattaforma industriale senza una decisione dei rappresentanti del territorio interessato dal progetto? Basterebbe un nome per  spiegare come mai la valle Peligna è finita, giugno scorso, in una delibera di Giunta regionale dove il governo indica proprio nella conca il posto in cui sorgerà la piattaforma dei rifiuti industriali con annessi e connessi e senza che si sia mai deliberato alcunché. Almeno fino a questa mattina, quando il Consiglio comunale di Sulmona ha negato l’ipotesi dell’inceneritore, ovvero della piattaforma di rifiuti industriali, votando  all’unanimità un’alternativa concreta per accedere ai 17 milioni dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate) a disposizione per la valle. Basterà la delibera di stamane per fermare la procedura già attivata in Regione? Il treno in corsa   quasi  deraglia se qualcuno punta, come al solito,  a progetti che potrebbero trasformare il territorio in una discarica dell’industria e se, accade spesso da queste parti, dopo il voto nessuno si muove. Se ci si ferma alla delibera consiliare si rischia di riservare a questa decisione lo stesso destino che ha ridotto a carta straccia le 8 delibere comunali contrarie alla centrale di spinta e al metanodotto Snam. Il Comune è contrario all’ecomostro della multinazionale, ma non ha mai fatto seguito, con azioni concrete e forti, a quel  No deciso e ribadito dalle delibere consiliari.

Per l’inceneritore con annessa piattaforma industriale (rifiuti elettrici e elettronici) si profila lo stesso destino? Cristian La Civita, Presidente della commissione Attività produttive, gioca d’anticipo: “Dobbiamo inviare quanto prima il nostro deliberato agli organismi regionali e proporre Sulmona come capofila del territorio perché con questa delibera si dice basta alla politica sotto traccia e a chi è andato in Regione a dire sì alla piattaforma di rifiuti industriali”.

Se non vogliamo che la storia si ripeta e cioè che alle delibere comunali non si accompagni un impegno concreto dei nostri rappresentanti, occorre che qualcuno in Comune chiarisca subito alla Regione che Sulmona è contraria all’opera e la città propone alternative valide. Accedere ai 17 milioni dei Fas  previsti per la valle Peligna è possibile attraverso soluzioni migliori, evidenziate nella delibera approvata oggi all’unanimità: “Realizzazione di un Campus internazionale per produzione e formazione nel campo dell’animazione digitale tridimensionale all’interno dell’Abbazia Celestiniana; Sviluppo ed occupazione nel territorio dei Parchi attraverso la realizzazione di un sentiero per lo più a quota costante di circa 70 Km circumpanoramico percorribile a piedi, a cavallo ed in mountain bike; Recupero dei centri storici; Recupero a fini turistici della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone collegandola alla linea Sangritana; Turismo religioso; Costituzione di una E.S.CO. (Energy Service Company) da far operare immediatamente su tutti gli edifici pubblici della Valle Peligna; Realizzazione di una metropolitana di superficie di collegamento della Valle Peligna con l’aeroporto di Pescara; Realizzazione di un polo logistico legato all’industria farmaceutica; Realizzazione di un progetto di messa in sicurezza degli edifici; Inserimento stabilimento FIAT Sulmona all’interno del Campus dell’automotive”.

E’ stata accolta la proposta del consigliere Silverio Gatta (Sel)  sulla ristrutturazione antisismica dei centri storici del territorio, con la possibilità di istituire un centro studi e quella di Filadelfio Manasseri (Api) relativa all’estensione dei fondi anche alle imprese nascenti. Una terza proposta poi permette di superare il muro del distretto  culturale provinciale, limitato ad un’ipotesi di finanziamento di 50 mila euro  dalla provincia di l’Aquila. Per accedere ai milioni dei Fas si supera l’ostacolo attraverso  il “progetto culturale” interamente dedicato all’Abbazia Celestiniana da estendere ai luoghi storici dell’ex ordine dei Celestini disseminati in Valle Peligna.

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