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Parchi. Scontro sulla revisione della L. 394 delle aree protette

Proposte le royalty con gestori di opere impattanti per l’autofinanziamento dei parchi

Foto Maria Trozzi

Laboratorio nazionale sulle aree protette

Il dibattito sulla revisione della Legge 394 delle aree protette arriva a Pescasseroli (Aq), con Parchi per curare la Terra, laboratorio nazionale promosso da Sel dall’ 8 al 10 giugno. A far da cornice agli incontri è la sede storica del Parco nazionale d’Abruzzo che quest’anno celebra i novant’anni di attività.

Ciò che più fa discutere gli ambientalisti in sala, durante la prima giornata di lavori, è l’ipotesi di autofinanziamento prevista per i parchi. Se da una parte c’è chi plaude alla prospettiva delineata dall’altra si scopre invece che “I parchi potrebbero ottenere royalty da gestori di opere impattanti _ a renderlo noto è Roberta Emili dell’associzione 394. Il gruppo apartitico è attento alle revisioni sulla legge quadro e sottolinea, tra le conseguenze di una previsione di tal fatta, che le pressioni che ne deriverebbero sarebbero devastanti. Dichiara l’ambientalista: “Alle modifiche sarebbero contrari i direttori, le associazioni ambientaliste, eccetto Legambiente. Favorevoli invece la Coldiretti, che con la nuova disciplina entrerebbe a far parte del Consiglio direttivo e Federparchi” la portavoce del gruppo conclude così il suo intervento.

Ad introdurre l’intervento di Giuseppe Rossi, Presidente del Parco nazionale D’Abruzzo, è Gianni Melilla, Segretario regionale di Sel, al suo fianco Grazia Francescato, Segretaria nazionale di Sinistra ecologia e Libertà. Si comincia con la tutela della biodiversità e il compito assegnato alle aree protette, in passato luogo di conservazione oggi centro di promozione e sviluppo basato sulla sostenibilità. Problemi per portare avanti la mission assegnata forse perché il Parco deve farsi carico, da solo, dello sviluppo delle aree interne, o perché l’economia locale è condizionata dalla crisi e dalle scelte del Governo. Doverosa, a questo punto, la riflessione sugli enti di gestione alla luce delle proposte di modifica. “E’ necessario dare alla gestione una più forte impostazione di carattere manageriale _ dichiara Alberto D’Orazio, Presidente della Comunità del Parco d’Abruzzo Lazio e Molise che guarda con favore ad una revisione del direttivo, ma va oltre le modalità di nomina dei Direttori. Per il Presidente sono “Modalità superate perché limitano l’autonomia degli enti privando il Presidente e il direttivo della possibilità di scegliersi il proprio Amministratore delegato. Se non proprio in questi termini, la proposta di modifica delle modalità di nomina del Direttore è contenuta nell’emendamento in discussione al Senato”. Si parla di governance e l’attenzione si sposta sulla struttura del Consiglio direttivo dei parchi. D’Orazio è favorevole all’adeguamento del numero dei consiglieri al numero dei Comuni di cui è costituito il Parco. Viene ribadito inoltre che i 20 mila comuni dei parchi, sino ad ora, sono stati esclusi dalla manutenzione della legge quadro istitutiva delle Aree protette. Tante le critiche mosse al progetto di modifica della L.394 in discussione in Commissione ambiente al Senato. Tra queste scombina, non poco, l’ideai d’inserire nel Consiglio direttivo i rappresentanti delle associazioni nazionali di categoria degli agricoltori, i coltivatori locali spesso non sono iscritti ad esse e non verrebbero effettivamente rappresentati.
Cancellate le province, è stravagante l’ipotesi d’affidare al Parco alcune delle funzioni degli enti in via d’estinzione. Come? Il parco in veste di ente territoriale nonostante, al suo interno, si rivestano cariche non elettive! “Ritengo che i tempi non siano maturi per riforme effettive e condivise né per un esito positivo di quella discussione _ dichiara il Presidente Carlo Alberto Graziani _ ritengo che le soluzioni che si stanno prospettando non siano all’altezza dei problemi. Dico questo .. non si è riflettuto a sufficienza sul ruolo attuale delle aree protette, perché lo stesso mondo ambientalista e quello dei parchi sono divisi al loro interno. A mio avviso perseguire il cammino di questa modifica rappresenta una forzatura che comunque non potrà far bene alle aree protette”.

Occorre “Allargare il confronto coinvolgendo comunità locali, operatori economici ed amministratori al dibattito sulle proposte di revisione della Legge n.394″ chiede Alberto D’Orazio, secondo il Presidente della Comunità Parco si dà spazio solo ai tecnici nei lavori di revisione. Gli obiettivi delle tre giornate di lavori: affermare il ruolo strategico dei parchi e delle aree protette e sollecitare le istituzioni, i partiti, i sindacati e le altre organizzazioni ad un impegno effettivo.

Maria Trozzi

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